Il dato politico dei ballottaggi amministrativi è doppio: il centrodestra conquista diversi capoluoghi e città simbolo, mentre il centrosinistra conserva alcune sfide pesanti al Sud e in Abruzzo. Ma il primo vero vincitore, ancora una volta, è l’astensione. Nei 42 Comuni sopra i 15mila abitanti chiamati al secondo turno, tra cui Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani, l’affluenza si è fermata attorno al 52%, in netto calo rispetto al primo turno. Il portale del Ministero dell’Interno ha seguito in tempo reale affluenza e scrutinio, mentre le cronache nazionali hanno registrato una flessione di oltre otto punti.
Il centrodestra si prende Arezzo, Lecco e Macerata
Il centrodestra esce rafforzato da alcuni confronti di peso. Ad Arezzo la vittoria di Marcello Comanducci su Vincenzo Ceccarelli consente alla coalizione di rivendicare uno dei risultati più significativi della tornata. A Lecco, dopo un testa a testa lungo e incerto, Filippo Boscagli supera il sindaco uscente di centrosinistra Mauro Gattinoni, riportando la città nell’area politica sostenuta da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. A Macerata si conferma Sandro Parcaroli, che già al primo turno aveva sfiorato l’elezione diretta.
Il quadro si completa con Vigevano, dove Paolo Previde Massara batte Rossella Buratti e consolida il peso del centrodestra in una città osservata anche per il risultato ottenuto al primo turno dalle liste legate a Roberto Vannacci. La bassa partecipazione, scesa sotto la metà degli aventi diritto, rende però il mandato politico meno lineare: la vittoria è netta nel risultato, ma maturata dentro una cornice di disaffezione crescente.
Il centrosinistra tiene ad Agrigento, Chieti e Trani
Il centrosinistra limita il bilancio grazie a tre affermazioni importanti. Ad Agrigento Michele Sodano batte nettamente Dino Alonge, con una percentuale superiore al 70% secondo gli aggiornamenti dello scrutinio. È uno dei successi più larghi della giornata e arriva in una città dove il calo dell’affluenza è stato tra i più pesanti.
A Chieti l’ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini mantiene il vantaggio su Cristiano Sicari, candidato del centrodestra, trasformando il ballottaggio in una conferma della spinta già emersa al primo turno. A Trani, invece, Marco Galiano supera di misura Angelo Guarriello in una sfida combattuta fino alle ultime sezioni, con una città divisa quasi a metà dopo due mandati a guida Pd. Qui la vittoria del centrosinistra ha un valore politico particolare, perché arriva senza il sostegno organico del Movimento 5 Stelle e dentro un clima cittadino che il nuovo sindaco ha promesso di “ricucire”.
Il voto locale parla ai partiti nazionali
Il secondo turno non ribalta il quadro del primo voto amministrativo, ma ne corregge il significato politico. Il centrodestra mostra capacità di recupero nei ballottaggi e conquista città dove il confronto diretto ha favorito la compattezza della coalizione. Il centrosinistra, dal canto suo, conserva presidi rilevanti e si conferma competitivo quando riesce a presentare candidature riconoscibili e radicate nei territori.
Resta il nodo della partecipazione. Il calo dell’affluenza riduce la forza simbolica delle vittorie e segnala una distanza crescente tra elettori e politica locale, proprio nel voto che più dovrebbe parlare di servizi, quartieri, trasporti, scuola e qualità urbana. È il dato che attraversa l’intera tornata: più ancora delle bandierine di partito, i ballottaggi consegnano sindaci chiamati a governare città spesso spaccate e comunità sempre meno mobilitate dalle urne.
