Mario Calabresi è pronto a trasformare una disponibilità manifestata da mesi in una candidatura per guidare Milano. Il giornalista, già direttore della Stampa e di Repubblica, si prepara alla corsa per Palazzo Marino e ha già compiuto il passo che segna il passaggio dalla riflessione all'impegno politico: l'uscita dagli incarichi di vertice nel gruppo editoriale che ha contribuito a costruire negli ultimi anni.
Secondo le informazioni emerse il primo settembre, Calabresi ha comunicato ai colleghi la decisione di lasciare l'incarico di direttore editoriale di Chora Media e quello di presidente del Consiglio di amministrazione di Be Water Content, il gruppo che comprende anche Will Media. L'uscita è confermata da più fonti, mentre la candidatura non è stata ancora accompagnata da un annuncio pubblico formale.
Il passaggio dovrebbe comunque essere imminente. Tra le ipotesi c'è quella di un annuncio il 12 settembre, quando il giornalista è atteso alla Festa dell'Unità di Milano.
L'addio a Chora e la transizione fino a settembre
La scelta comporta un cambiamento importante anche sul piano professionale. Calabresi aveva fondato Chora Media nel 2020, dopo la lunga esperienza nella carta stampata, costruendo attorno ai podcast e ai nuovi linguaggi dell'informazione una seconda fase della propria carriera.
Il distacco non sarà però immediato. Il giornalista dovrebbe continuare a svolgere alcune attività del gruppo fino alla fine di settembre, completando gli impegni già programmati. Tra questi figurano la conduzione della rassegna stampa «Seietrenta» e la partecipazione a «future4cities», in programma a Torino dal 25 al 27 settembre.
Le dimissioni rappresentano comunque il segnale politico più netto arrivato finora. A luglio Calabresi aveva già lasciato intendere che la candidatura non fosse soltanto un'ipotesi. «Mi piacerebbe impegnarmi per Milano. Vorrei fare la mia parte», aveva spiegato, confermando una riflessione ormai avviata. La sua disponibilità aveva subito acceso il confronto nel centrosinistra milanese.
La partita per il dopo Sala
L'ingresso di Calabresi cambia soprattutto lo scenario della successione a Beppe Sala. Il centrosinistra deve ancora stabilire percorso, alleanze e modalità con cui individuare il candidato alle prossime elezioni comunali. Sul tavolo rimane l'ipotesi delle primarie, richiesta da diverse componenti della coalizione.
Nel campo progressista circolano da tempo altri nomi. Tra quelli maggiormente presenti nel dibattito ci sono il consigliere regionale del Partito democratico Pierfrancesco Majorino, la vicesindaca Anna Scavuzzo e l'assessore municipale Lorenzo Pacini. La possibile candidatura dell'ex direttore introduce però un profilo diverso: civico, molto conosciuto a livello nazionale e senza una tradizionale carriera di partito alle spalle.
Proprio questa caratteristica potrebbe diventare uno dei punti centrali del confronto. Nei mesi scorsi Calabresi ha raccolto apprezzamenti provenienti anche da aree politiche differenti, mentre all'interno del centrosinistra resta da capire quale spazio possa avere una candidatura civica rispetto ai nomi espressi direttamente dai partiti.
Dalla disponibilità alla campagna elettorale
La questione, dunque, non riguarda più soltanto la disponibilità personale di Calabresi, ma il modo in cui la sua candidatura potrà inserirsi nel percorso politico della coalizione. Un annuncio formale consentirà di capire con maggiore precisione se il giornalista intenda partecipare alle eventuali primarie del centrosinistra oppure costruire attorno al proprio nome un progetto civico più ampio.
Per Milano si apre così una fase destinata ad accelerare la corsa verso le comunali. Dopo mesi di indiscrezioni e incontri, la successione a Sala comincia ad assumere contorni più concreti. E l'uscita di Calabresi dagli incarichi editoriali rappresenta, finora, il segnale più evidente che la sua scelta è ormai vicina.
