Beppe Grillo torna allo scoperto e riapre lo scontro con Giuseppe Conte. Questa volta sono bastate tre parole, «Movimento zero stelle», pubblicate nello stato WhatsApp del fondatore, per segnare un nuovo passaggio nella rottura con la forza politica nata nel 2009 insieme a Gianroberto Casaleggio. Una provocazione che arriva mentre nella galassia pentastellata cresce l’attenzione sulle prossime mosse di Grillo e sulle indiscrezioni che lo descrivono intenzionato a valutare la nascita di un nuovo soggetto politico.
Non c’è ancora un annuncio formale né un progetto presentato pubblicamente. Ma l’ipotesi di un ritorno in campo ha assunto maggiore consistenza nelle ultime settimane, alimentata dalle nuove prese di posizione del fondatore e dall’imminente apparizione pubblica al podcast Pulp di Fedez e Davide Marra, prevista per il 21 settembre.
La nuova stoccata contro Conte
La formula «Movimento zero stelle» fotografa il giudizio che Grillo continua a esprimere sull’evoluzione del Movimento 5 Stelle sotto la guida di Conte. Non si tratta di un episodio isolato. Già il 29 luglio il fondatore aveva rotto un lungo silenzio con un intervento sul proprio blog dal titolo «Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni», accusando il Movimento di avere smarrito identità e diversità.
Secondo Grillo, la forza nata con l’ambizione di cambiare la politica sarebbe stata progressivamente trasformata dalla politica stessa. Nel mirino erano finite la crescente attenzione ai sondaggi e quella che il fondatore considera una progressiva istituzionalizzazione del partito, lontana dallo spirito delle origini. Conte aveva reagito ricordando polemicamente che proprio Grillo, nel 2021, aveva definito Mario Draghi «un grillino».
Il nuovo affondo conferma che la frattura personale e politica tra i due non si è ricomposta. A dividerli non c’è più soltanto la gestione del Movimento, ma la stessa idea di ciò che il M5S dovrebbe rappresentare nel sistema politico italiano.
Il ritorno pubblico da Fedez
La data da cerchiare è il 21 settembre. Grillo sarà ospite di Pulp, il podcast condotto da Fedez e Davide Marra. L’appuntamento è destinato ad assumere un significato che va oltre l’intervista, perché arriva in una fase in cui il fondatore sta tornando a intervenire con maggiore frequenza sulle questioni politiche.
L’uscita avverrà inoltre subito dopo l’appuntamento conclusivo di Nova, Parola all’Italia, il percorso partecipativo promosso dal Movimento 5 Stelle per definire le priorità di un futuro governo progressista. L’evento finale è in programma a Milano il 19 e 20 settembre, dopo mesi di incontri e consultazioni territoriali.
La successione delle date alimenta inevitabilmente l’attesa. Mentre Conte prova a definire il profilo del Movimento all’interno dell’area progressista, Grillo torna sulla scena mettendo in discussione proprio il percorso seguito dall’ex presidente del Consiglio.
L’ipotesi di un nuovo partito
Sul tavolo resta soprattutto l’interrogativo sul futuro politico del fondatore. Le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni descrivono Grillo alle prese con la possibilità di costruire un nuovo soggetto, con una piattaforma digitale e temi che richiamerebbero alcune battaglie delle origini: nuove forme di sostegno al reddito, partecipazione diretta, ambiente, lavoro e conseguenze sociali dell’intelligenza artificiale.
Al momento, però, queste ricostruzioni non equivalgono alla nascita di un partito. Grillo non ha ufficializzato né nome, né simbolo, né organizzazione e non ha annunciato una candidatura alle politiche del 2027. Il passaggio al podcast di Fedez potrebbe diventare il primo momento utile per capire se dietro gli attacchi a Conte ci sia soltanto la volontà di riaprire il confronto sull’identità del Movimento o un progetto elettorale vero e proprio.
La guerra sul nome e sul simbolo
Alla battaglia politica si affianca quella giudiziaria. Grillo ha citato il Movimento 5 Stelle davanti al Tribunale di Roma, rivendicando la titolarità del nome e del simbolo della forza fondata nel 2009. La prima udienza, inizialmente prevista per luglio, è stata rinviata a gennaio 2027.
Il procedimento potrebbe avere conseguenze rilevanti, anche se tempi e risultato restano incerti. Una eventuale decisione favorevole al fondatore riaprirebbe infatti il problema dell’utilizzo del marchio politico da parte del Movimento guidato da Conte proprio nell’anno delle elezioni.
È su questo doppio binario, politico e giudiziario, che si muove ormai la lunga separazione tra Grillo e Conte. La provocazione del «Movimento zero stelle» dimostra che il fondatore non considera chiuso il confronto con la sua ex creatura. Resta da capire se voglia limitarsi a contestarne la trasformazione o se sia pronto a presentarsi agli elettori con qualcosa di nuovo.
