Meloni rilancia su velo e moschee, la sfida politica con Vannacci

La premier annuncia norme nelle scuole. FdI rilancia il testo sul separatismo islamico

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Il divieto di burqa e niqab a scuola, un limite agli studenti stranieri per classe e nuove norme sui luoghi di culto. Il governo prepara nuove regole mentre Meloni, Salvini e Vannacci si confrontano sui temi dell’identità e dell’immigrazione

La questione dell’integrazione torna al centro dell’agenda del governo e del confronto politico a destra. Giorgia Meloni sceglie il palco di Fenix, la festa dei giovani di Fratelli d’Italia, per annunciare un provvedimento destinato a introdurre nuove regole nelle scuole italiane. Il pacchetto, che dovrà essere esaminato dal Consiglio dei ministri, prevede un limite al numero di studenti stranieri per classe, l’obbligo di apprendimento della lingua italiana per i genitori degli alunni con gravi difficoltà di inserimento e il divieto di indossare burqa e niqab negli istituti scolastici.

L’annuncio del 20 settembre arriva in una giornata segnata da altri due appuntamenti politici: il raduno della Lega a Pontida e la manifestazione di Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, a Orvieto. Tre iniziative che riportano al centro del dibattito pubblico l’immigrazione, l’integrazione e il rapporto tra identità nazionale e libertà religiosa.

Il decreto scuola e i nodi da sciogliere

A tradurre gli annunci in norme sarà il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. La possibilità di portare il provvedimento in Consiglio dei ministri già giovedì 24 settembre è indicata nelle ricostruzioni giornalistiche, ma la data e il contenuto definitivo del testo restano da confermare. Qualora il governo scelga la strada del decreto legge, dovrà motivarne i requisiti costituzionali di necessità e urgenza e sottoporre le disposizioni alla successiva conversione parlamentare.

Il limite agli studenti con cittadinanza non italiana non rappresenterebbe, tuttavia, una novità assoluta. Una circolare ministeriale del 2010 prevede già, di norma, un tetto del 30 per cento per classe, consentendo deroghe legate anche alle competenze linguistiche degli alunni. La differenza annunciata dal governo riguarda l’intenzione di introdurre il limite direttamente per legge. Resta da chiarire quale percentuale sarà stabilita e come saranno considerate le situazioni degli studenti nati in Italia, di quelli che conoscono già la lingua e dei territori con una maggiore concentrazione di famiglie straniere.

Sul velo integrale, la proposta annunciata a Fenix riguarda burqa e niqab, indumenti che coprono il volto. La disciplina dovrà precisare l’ambito dei divieti e il rapporto con le garanzie costituzionali in materia di libertà religiosa, istruzione e uguaglianza. Il confronto politico riguarda quindi sia le finalità di integrazione indicate dal governo sia gli effetti concreti delle nuove disposizioni sulle persone e sulle comunità interessate.

La proposta di legge sulle moschee

Accanto al provvedimento scolastico, Fratelli d’Italia dispone già di un’iniziativa parlamentare più ampia. Si tratta della proposta di legge C.2562, presentata alla Camera dei deputati il 5 agosto 2025 dalla deputata Sara Kelany e da altri esponenti del partito, con l’obiettivo dichiarato di contrastare il fondamentalismo religioso. Il testo prevede disposizioni sulla trasparenza dei finanziamenti ai luoghi di culto, sul divieto di coprire integralmente il volto negli spazi pubblici e sul contrasto ai matrimoni forzati e all’incitamento all’odio religioso.

La proposta ha avviato il proprio esame nella commissione Affari costituzionali della Camera nel gennaio 2026. Il suo eventuale approdo in Aula richiede ulteriori passaggi parlamentari. Le intenzioni attribuite a Palazzo Chigi di accelerarne la calendarizzazione non equivalgono, dunque, a un’approvazione già acquisita, né rendono immediatamente operative le disposizioni contenute nel testo.

La Lega e il congresso straordinario

Sul versante della maggioranza, anche la Lega affronta una fase di confronto interno. Dal palco di Pontida, il 20 settembre, Matteo Salvini ha annunciato l’intenzione di proporre un congresso straordinario in ottobre per verificare il mandato alla guida del partito. Nella stessa occasione, Massimiliano Romeo e Luca Zaia hanno ribadito la centralità dell’autonomia e del federalismo, temi sui quali si concentrano le richieste della componente più legata alle origini settentrionali del movimento.

La presenza di Futuro Nazionale nel dibattito pubblico aggiunge un ulteriore elemento di competizione politica sulle proposte relative all’immigrazione e ai simboli religiosi. Vannacci ha detto di condividere le misure annunciate da Meloni, osservando che, a suo giudizio, avrebbero dovuto essere introdotte prima. Le opposizioni, fra cui il Partito democratico e Alleanza Verdi e Sinistra, accusano invece la presidente del Consiglio di avvicinarsi alle posizioni dell’ex generale. Si tratta di interpretazioni politiche contrapposte: il contenuto e l’iter delle norme restano il terreno sul quale potranno essere verificati i risultati concreti delle iniziative annunciate.

I passaggi attesi tra governo e Parlamento

Il prossimo appuntamento sarà la definizione del testo sulle scuole e della sua collocazione nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri. In Parlamento, la proposta di legge sui finanziamenti ai luoghi di culto e sul velo integrale seguirà invece un percorso distinto, sul quale peseranno i tempi delle commissioni e dell’Aula. Per la Lega, la scelta se convocare il congresso straordinario e con quali modalità aprirà un confronto interno autonomo rispetto all’attività del governo. Le tre iniziative si muovono nello stesso contesto politico, ma ciascuna richiede decisioni e passaggi istituzionali ancora da compiere.