Di Battista pensa alle Politiche, Schierarsi supera il 3% nei sondaggi

L'ex Movimento 5 Stelle studia la discesa in campo. Il potenziale elettorale arriva al 13%

di battista pensa alle politiche schierarsi supera il 3 nei sondaggi

Un sondaggio Ipsos Doxa commissionato dall'associazione riapre il dibattito sulla candidatura di Alessandro Di Battista. Consensi soprattutto al Sud e tra gli astenuti

Alessandro Di Battista torna a guardare alla politica nazionale e questa volta l'ipotesi di una candidatura alle prossime elezioni potrebbe trasformarsi in un progetto organizzato. L'ex deputato del Movimento 5 Stelle, da anni lontano dagli incarichi parlamentari, sta valutando insieme all'associazione Schierarsi la possibilità di presentare una propria lista alle Politiche del 2027. A riaccendere il dibattito è un sondaggio commissionato a Ipsos Doxa, secondo il quale un'eventuale formazione guidata dall'ex esponente pentastellato raccoglierebbe oltre il 3% nelle intenzioni di voto, con un bacino potenziale di consenso vicino al 13%.

Numeri che non rappresentano una previsione del risultato elettorale, ma che offrono all'associazione un primo quadro del seguito di cui potrebbe disporre un nuovo soggetto politico.

La decisione definitiva non è stata ancora presa. Tuttavia, Schierarsi ha già avviato una verifica delle condizioni necessarie per partecipare alla competizione elettorale, comprese le procedure per la presentazione delle liste e la raccolta delle firme.

Il percorso è dunque entrato in una fase di valutazione concreta, pur senza un annuncio ufficiale di candidatura.

Il sondaggio Ipsos: 3% di intenzioni di voto e 13% di potenziale

La rilevazione commissionata da Schierarsi all'istituto Ipsos Doxa rappresenta il principale elemento di novità.

Secondo i dati diffusi il 6 novembre, Di Battista è conosciuto dall'85% degli italiani. Tra coloro che dichiarano di conoscerlo ed esprimono una valutazione, il 41% afferma di nutrire molta o abbastanza fiducia nei suoi confronti.

La percentuale supera il 50% nel Mezzogiorno, nelle periferie delle grandi città e tra le persone che si trovano in condizioni economiche più difficili.

Per quanto riguarda il possibile risultato elettorale, la simulazione attribuisce a una lista riconducibile all'ex deputato un consenso superiore al 3%, mentre il potenziale complessivo sfiora il 13%.

La distinzione tra questi due valori è fondamentale. Il primo riguarda le intenzioni di voto rilevate nello scenario ipotetico sottoposto agli intervistati. Il secondo misura una platea più ampia di persone che potrebbero prendere in considerazione la proposta politica.

Non significa, quindi, che Schierarsi disponga già del consenso del 13% degli elettori.

Il dato suggerisce piuttosto l'esistenza di un bacino di interesse che l'associazione intende approfondire prima di assumere decisioni definitive.

Il bacino degli astenuti e il richiamo al voto di protesta

Uno degli aspetti più significativi della ricerca riguarda la provenienza del possibile consenso.

Secondo le informazioni diffuse dall'associazione, una lista guidata da Di Battista potrebbe intercettare soprattutto cittadini che attualmente non partecipano alle elezioni o che non si riconoscono pienamente nei partiti esistenti.

L'attenzione si concentra quindi sull'area dell'astensione e del dissenso politico, oltre che sulle fasce sociali che manifestano maggiori difficoltà economiche.

Il radicamento potenziale appare più elevato nelle regioni meridionali e nelle periferie delle principali aree metropolitane.

È un profilo elettorale che presenta alcune caratteristiche già emerse nella prima fase di crescita del Movimento 5 Stelle, quando una parte significativa del consenso proveniva dalla protesta contro i partiti tradizionali e dalla richiesta di cambiamento del sistema politico.

Questo elemento non dimostra però che gli stessi elettori siano oggi disponibili a sostenere Di Battista.

Per trasformare una disponibilità teorica in voti effettivi servirebbero un programma riconoscibile, candidati sul territorio e un'organizzazione capace di partecipare alla competizione nazionale.

Che cos'è Schierarsi e perché valuta le elezioni

L'associazione Schierarsi, fondata con il contributo di Alessandro Di Battista, nasce come spazio di partecipazione politica e civile esterno ai partiti tradizionali.

Il progetto si è sviluppato attraverso incontri pubblici, iniziative territoriali e campagne su temi internazionali e sociali.

Una parte importante della sua attività riguarda la critica alle politiche di riarmo, il sostegno alle iniziative per la pace e l'attenzione alla questione palestinese.

Nel tempo l'associazione ha cercato di costruire una rete di partecipazione attraverso gruppi locali e attività pubbliche, mantenendo una struttura differente da quella di un partito.

L'eventuale partecipazione alle elezioni richiederebbe però un passaggio organizzativo rilevante.

Presentare una lista nazionale significa infatti individuare candidati, rispettare gli adempimenti elettorali, raccogliere le firme eventualmente necessarie e definire una proposta politica destinata al confronto parlamentare.

L'esame preliminare di questi requisiti indica che l'ipotesi viene considerata concretamente, ma non comporta automaticamente la trasformazione dell'associazione in un partito.

Il rapporto irrisolto con Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle

Un eventuale ritorno elettorale di Di Battista avrebbe inevitabili conseguenze nel confronto politico con il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte.

L'ex deputato è stato uno dei protagonisti della stagione pentastellata precedente all'arrivo dell'ex presidente del Consiglio alla guida del Movimento.

Dopo avere lasciato il M5S nel 2021, in seguito alla scelta di sostenere il governo di Mario Draghi, ha mantenuto una posizione autonoma, spesso critica verso gli accordi politici e le alleanze parlamentari.

La distanza tra i due percorsi si è manifestata soprattutto sul rapporto con il Partito democratico e sulla costruzione di un'alleanza progressista.

Di Battista ha più volte contestato l'idea di una coalizione nella quale convivano posizioni differenti su questioni considerate decisive, a partire dalla politica estera.

Il tema dell'Ucraina rappresenta uno dei principali punti di divergenza. L'ex parlamentare ritiene che le posizioni del Pd siano troppo vicine a quelle del governo di Giorgia Meloni sul sostegno militare a Kiev.

Per questo ha espresso dubbi sulla coerenza di un'alleanza progressista che non abbia una linea condivisa sui principali dossier internazionali.

Una lista autonoma di Schierarsi porrebbe dunque una questione politica concreta: la possibilità di attirare elettori vicini al Movimento 5 Stelle, ma non convinti delle sue attuali alleanze.

Il precedente sondaggio Izi e le differenze nei risultati

La ricerca di Ipsos Doxa non è la prima a misurare il possibile consenso di una formazione guidata da Di Battista.

Ad agosto era stato diffuso un sondaggio realizzato da Izi per il quotidiano Domani, basato su interviste raccolte alla fine di luglio.

In quella rilevazione Schierarsi risultava conosciuta dal 34,1% degli intervistati. Le intenzioni di voto si fermavano all'1,3%, mentre il potenziale elettorale raggiungeva il 3,5%.

L'indagine evidenziava inoltre una significativa vicinanza tra il possibile elettorato della lista e quello del Movimento 5 Stelle.

Tra gli elettori considerati dalla simulazione, in assenza della candidatura di Di Battista, il 34,3% avrebbe scelto il M5S, mentre il 17,6% sarebbe rimasto indeciso e l'8,7% si sarebbe astenuto.

Le due rilevazioni presentano differenze rilevanti, ma non possono essere confrontate come se misurassero necessariamente lo stesso fenomeno con identiche modalità.

Cambiano il periodo delle interviste, la formulazione delle domande e gli scenari sottoposti agli intervistati.

Senza la disponibilità completa dei questionari e delle informazioni metodologiche, non è possibile attribuire con certezza la distanza tra i risultati a un effettivo aumento del consenso.

Il quadro politico: M5S al 13,1% nella Supermedia

La possibile iniziativa di Di Battista arriva mentre i sondaggi nazionali registrano movimenti nei rapporti di forza tra i principali partiti.

La Supermedia YouTrend/Agi diffusa il 6 novembre assegna a Fratelli d'Italia il 27,9%, al Partito democratico il 20,2% e al Movimento 5 Stelle il 13,1%.

Seguono Forza Italia al 7%, Futuro Nazionale al 6,9%, Alleanza Verdi e Sinistra al 6,3% e la Lega al 5,7%.

La rilevazione aggregata attribuisce al cosiddetto campo largo il 45% e al centrodestra il 42,5%, secondo le composizioni di coalizione considerate nell'analisi.

Si tratta di dati riferiti ai partiti attualmente misurati e non comprendono una lista Schierarsi già presente nella competizione.

Il possibile ingresso di un nuovo soggetto politico richiederebbe quindi sondaggi specifici per comprendere come potrebbero modificarsi le scelte degli elettori.

Non è possibile limitarsi ad aggiungere il 3% ipotizzato per Di Battista alle percentuali dei partiti esistenti, perché una nuova lista potrebbe attirare voti da formazioni già rappresentate, dall'astensione e dall'area degli indecisi.

La decisione politica non è stata ancora presa

Nonostante l'attenzione suscitata dai sondaggi, Di Battista non ha annunciato formalmente una candidatura alle prossime elezioni politiche.

Lo scorso 30 settembre, intervenendo alla trasmissione DiMartedì su La7, aveva spiegato che la priorità personale era dedicarsi alle cure mediche, dopo l'intervento chirurgico subito a Cuba.

Nella stessa occasione aveva dichiarato di voler continuare a far crescere Schierarsi, senza escludere la possibilità di partecipare a una futura competizione elettorale.

È una posizione che lascia aperte diverse possibilità, ma non autorizza a considerare già costituito un nuovo partito.

La scelta, secondo le informazioni diffuse dall'associazione, potrebbe maturare nelle prossime settimane.

Sul tavolo ci sono l'organizzazione necessaria per presentarsi alle Politiche, la definizione del programma e la valutazione del consenso misurato dalle ricerche demoscopiche.

Il passaggio decisivo sarà capire se Schierarsi intenda mantenere la propria natura associativa oppure assumere anche una funzione elettorale.

Una nuova lista e gli equilibri della politica italiana

L'eventuale candidatura dell'ex deputato potrebbe aprire un confronto su temi che attraversano già il dibattito politico nazionale.

La posizione sulla guerra in Ucraina, la questione palestinese, il rapporto con l'Unione europea e la critica alle alleanze tradizionali rappresentano alcuni degli elementi che caratterizzano la comunicazione politica di Di Battista.

Il suo possibile ritorno sulla scheda elettorale porrebbe anche il problema del rapporto tra movimenti civici, associazioni e partiti organizzati.

Un consenso potenziale, per quanto significativo, non garantisce automaticamente la capacità di superare le difficoltà di una campagna elettorale nazionale.

Allo stesso tempo, la rilevazione commissionata a Ipsos Doxa segnala l'interesse di una parte degli intervistati per una proposta alternativa a quelle oggi presenti.

Il quadro resta comunque ipotetico. Non ci sono ancora una lista ufficiale, candidati annunciati o una decisione definitiva sulla partecipazione al voto.

Per il momento Alessandro Di Battista continua a osservare la scena politica dall'esterno dei partiti parlamentari, mentre Schierarsi valuta se trasformare la propria attività associativa in un progetto elettorale.

I numeri dei sondaggi offrono materiale per una riflessione politica, ma la decisione di partecipare alle elezioni resta tutta da prendere.