Missile su Arad, distrutti 20 palazzi: 500 sfollati

Israele sotto attacco, oltre 115 feriti nel Negev

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Un missile iraniano devasta un quartiere di Arad: 20 edifici distrutti, 115 feriti e centinaia di sfollati. Colpita anche Dimona. Netanyahu: “Un miracolo senza morti”

Un missile balistico da mezza tonnellata ha colpito in pieno un quartiere residenziale di Arad, nel sud di Israele, causando una devastazione senza precedenti nella zona. L’esplosione, avvenuta poco prima delle 23, ha distrutto almeno venti palazzine e provocato 115 feriti, di cui dieci in gravi condizioni. Il bilancio include decine di bambini: almeno settanta sono stati ricoverati negli ospedali della regione. Circa 500 persone sono rimaste senza casa.

Quartiere devastato

L’area colpita è un quartiere popolare abitato da una comunità mista di ultraortodossi, arabi beduini e immigrati russi. La violenza dell’impatto ha sventrato gli edifici a schiera, lasciando un enorme cratere e cumuli di macerie. molti residenti raccontano di non aver mai percepito la zona come particolarmente esposta agli attacchi. “Qui ci sentivamo al sicuro”, ha spiegato un abitante beduino, sottolineando come l’evento abbia cambiato radicalmente la percezione del rischio.

Nelle ore successive all’attacco, numerosi sfollati sono tornati tra le rovine per recuperare oggetti personali, mentre squadre di soccorso e giornalisti affollavano l’area.

Colpita anche Dimona

Due ore prima, altri missili lanciati dall’Iran avevano raggiunto Dimona, a circa 16 chilometri, provocando il crollo di un edificio e almeno 60 feriti. La zona è vicina al Centro di ricerca nucleare del Negev, considerato uno dei siti più sensibili del Paese. Secondo l’Idf, i sistemi di difesa non sono riusciti a intercettare alcuni dei vettori lanciati, segnando una delle giornate più critiche dall’inizio dell’escalation.

Le accuse di Israele

Le autorità israeliane accusano Teheran di colpire deliberatamente aree civili. Il portavoce della polizia Dean Elsdunne ha parlato apertamente di attacchi mirati contro quartieri abitati e dell’uso intensivo di munizioni a grappolo. Secondo fonti israeliane, circa la metà dei missili impiegati conterrebbe submunizioni esplosive, aumentando l’impatto su aree densamente popolate.

La visita di Netanyahu

In mattinata, il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa si sono recati ad Arad. “Abbiamo assistito a un miracolo: non ci sono stati morti”, ha dichiarato il capo del governo, invitando la popolazione a rispettare le misure di sicurezza e a utilizzare i rifugi. Una vittima si registra invece nel nord del Paese, al kibbutz Misgav Am, colpito da un missile lanciato da Hezbollah.

Una popolazione sotto pressione

Nel deserto del Negev si trovano basi militari e infrastrutture strategiche, ma negli ultimi mesi la zona era rimasta relativamente ai margini degli attacchi diretti. Il raid su Arad segna quindi un cambio di scenario. Nonostante la paura e le distruzioni, molti residenti esprimono sostegno all’esercito e considerano il conflitto inevitabile. La tensione resta altissima, mentre cresce il timore di un’ulteriore escalation.