Parigi alla sinistra, Grégoire sindaco: destra battuta

La capitale e Marsiglia restano alla gauche, avanza l’estrema destra altrove

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A Parigi vince il socialista Emmanuel Grégoire su Rachida Dati. La sinistra tiene anche Marsiglia e Lione, mentre il Rassemblement National cresce e conquista città simbolo come Nizza

La destra non riesce a conquistare Parigi. La capitale francese resta alla sinistra con l’elezione del socialista Emmanuel Grégoire, che supera nettamente Rachida Dati, sostenuta da un ampio fronte di centrodestra che andava dai Républicains a Renaissance.

La vittoria di Grégoire

Quarantotto anni, già vice di Anne Hidalgo, Grégoire ha costruito la sua affermazione al secondo turno puntando su un profilo autonomo e rifiutando un’alleanza con la France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon. Una scelta che si è rivelata decisiva per conquistare parte dell’elettorato moderato. «Parigi ha deciso di restare fedele alla sua storia», ha dichiarato il nuovo sindaco, celebrando la vittoria in sella a una bici del servizio Vélib’, simbolo delle politiche urbane portate avanti negli ultimi anni dalla sinistra. Dati ha riconosciuto la sconfitta, ammettendo di non essere riuscita a convincere gli elettori sulla necessità di un cambiamento.

La gauche tiene le grandi città

La sinistra mantiene anche altre roccaforti. A Marsiglia viene confermato Benoît Payan, mentre a Lione è rieletto Grégory Doucet, che supera il candidato di centrodestra Jean-Michel Aulas. Il risultato complessivo rafforza l’area socialista e moderata della gauche, che esce vincente dal confronto interno con la sinistra più radicale. In diverse città, infatti, l’alleanza con la France Insoumise si è rivelata penalizzante.

L’avanzata della destra e dell’estrema destra

Se la capitale resta progressista, il quadro nazionale è più articolato. Il Rassemblement National conquista terreno e ottiene vittorie simboliche. A Nizza vince Éric Ciotti, ex leader dei Républicains oggi alleato con l’estrema destra, battendo il sindaco uscente Christian Estrosi. Successi anche a Mentone, mentre in altre città come Tolone e Nîmes il Rn viene fermato da coalizioni avversarie. La crescita del partito di Marine Le Pen conferma comunque un radicamento sempre più diffuso.

Verso la sfida nazionale

Il voto municipale assume inevitabilmente un significato politico in vista delle presidenziali del 2027. La riconferma di figure come Édouard Philippe a Le Havre e la sconfitta di François Bayrou a Pau delineano un quadro in movimento anche nel campo centrista. Nel complesso, la tornata elettorale consegna una Francia divisa, dove la sinistra moderata tiene le grandi città ma deve fare i conti con l’avanzata della destra e soprattutto dell’estrema destra.