a Russia sostiene di aver respinto nella notte un massiccio attacco ucraino con droni contro numerose regioni della Federazione e sulle acque del Mar Nero e del Mar d’Azov. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, i sistemi di difesa aerea avrebbero intercettato e abbattuto 286 velivoli senza pilota.
Nel comunicato diffuso all’alba, il Cremlino ha indicato tra le aree colpite le regioni di Belgorod, Bryansk, Voronezh, Kursk, Rostov, Tambov, Yaroslavl, Orel, Tula, Kaluga, Ryazan e Astrakhan, oltre al territorio di Krasnodar, alla Crimea e alla repubblica di Kalmykia.
Attacco a Krasnodar
Secondo diversi canali Telegram russi, uno degli obiettivi sarebbe stato il porto di Volna, nel territorio di Krasnodar. Video diffusi sui social mostrano dense colonne di fumo provenire dall’area portuale. Il Comando operativo locale ha riferito di un incendio che avrebbe coinvolto attrezzature industriali all’interno di un’azienda non identificata.
Le autorità russe parlano anche di almeno un ferito nell’attacco. Non è stato però chiarito se le infrastrutture colpite abbiano subito danni significativi o se fossero coinvolte strutture militari.
La guerra dei droni
Gli attacchi con droni sono diventati uno degli elementi centrali del conflitto tra Russia e Ucraina. Kiev punta sempre più su operazioni a lungo raggio contro depositi, basi logistiche, aeroporti e infrastrutture energetiche russe, mentre Mosca continua a colpire città e infrastrutture ucraine con missili e droni di fabbricazione iraniana.
Secondo il Financial Times, proprio nelle ultime ore Washington e Kiev starebbero lavorando a un’intesa che consentirebbe l’esportazione temporanea di droni ucraini negli Stati Uniti per test militari e valutazioni operative del Pentagono. La bozza dell’accordo riguarderebbe sistemi terrestri, navali e aerei sviluppati dall’industria bellica ucraina.
Il documento, secondo il quotidiano britannico, rappresenterebbe il primo passo verso una cooperazione più ampia nel settore delle tecnologie senza pilota, considerate oggi decisive sul campo di battaglia.
Prigionieri e accuse reciproche
Sul piano diplomatico resta aperto anche il dossier dello scambio di prigionieri. L’Ucraina accusa la Russia di rallentare l’attuazione dell’accordo “1000 per 1000” annunciato l’8 maggio dal presidente americano Donald Trump. Il difensore civico ucraino Dmytro Lubinets sostiene che Kiev abbia già consegnato le liste dei detenuti da scambiare e denuncia ritardi da parte russa. «Anche quando si raggiunge un accordo con Mosca non si può mai essere certi che venga rispettato», ha dichiarato.
Nuove sanzioni e tensione crescente
Nel frattempo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato nuove sanzioni contro 32 aziende russe e 34 cittadini accusati di sostenere il complesso militare-industriale di Mosca. Le misure colpiscono società coinvolte nella produzione di missili, carburanti per razzi, munizioni e sistemi di guerra elettronica.
Nella notte un grande incendio è inoltre scoppiato nel complesso culturale del Cremlino di Izmajlovo, nella zona orientale di Mosca. Le fiamme hanno interessato oltre 3mila metri quadrati. Secondo alcuni residenti, citati da media ucraini, una parte dell’edificio sarebbe crollata. Le cause del rogo non sono state chiarite e al momento non risultano vittime.
