Terremoto a Flores, 13 bolognesi lasciano l’isola e volano a Bali

Le famiglie erano in barca durante la scossa. Una notte in allerta, poi la partenza da Labuan Bajo

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Dopo ore di paura e una notte quasi senza dormire, la comitiva guidata dall’imprenditore Francesco Geminiani è riuscita a imbarcarsi per Bali. La Farnesina segue circa 700 italiani presenti a Flores

Dalla barca alla fuga verso le alture, poi l’aeroporto, il ritorno in albergo e una notte trascorsa quasi senza dormire, con gli smartphone accesi per controllare nuove scosse e possibili allerte. Per i tredici turisti bolognesi sorpresi dal violento terremoto sull’isola di Flores, in Indonesia, l’incubo ha iniziato ad allentare la presa soltanto nella giornata di domenica 16 agosto, quando la comitiva è riuscita a imbarcarsi su un volo diretto verso Bali.

Il gruppo, formato da famiglie con figli, aveva trascorso le ore precedenti a Labuan Bajo, nella parte occidentale di Flores, dopo essere stato costretto a interrompere una breve crociera nell’arcipelago di Komodo. Tra loro c’è l’imprenditore bolognese Francesco Geminiani, che ha raccontato all’ANSA le ore vissute tra la paura per lo tsunami, le scosse che continuavano e la difficoltà di trovare un posto sui voli in partenza.

La scossa mentre dormivano in barca

La comitiva si trovava a bordo di un’imbarcazione nell’arcipelago di Komodo quando, nelle prime ore di Ferragosto, la terra ha cominciato a tremare. Il sisma principale, di magnitudo 7.7, ha colpito la regione di Flores alle 5.58 del mattino ora locale, con epicentro al largo della costa settentrionale dell’isola. L’evento è stato seguito da una lunga sequenza di repliche.

I turisti stavano dormendo nelle cabine. Poco dopo la prima forte scossa, le guide hanno comunicato loro che era stata diramata un’allerta tsunami. I tredici hanno raccolto in fretta i bagagli, raggiunto la riva nel villaggio più vicino e da lì si sono spostati verso una zona più elevata dell’isola.

L’allerta è stata successivamente revocata dalle autorità indonesiane. Il terremoto ha però provocato piccole onde di tsunami in alcune aree e una vasta serie di danni, mentre le repliche hanno continuato a essere avvertite per molte ore.

Il tentativo di lasciare subito Flores

Una volta superata la prima emergenza, il gruppo ha raggiunto l’aeroporto di Labuan Bajo con l’obiettivo di lasciare l’isola. Trovare un volo, però, si è rivelato complicato. La forte richiesta di posti da parte dei turisti e della popolazione locale ha rapidamente ridotto la disponibilità sui collegamenti aerei.

L’Ambasciata italiana a Giacarta e l’Unità di Crisi della Farnesina sono rimaste in contatto con la comitiva. Non essendoci la possibilità di partire immediatamente per l’Italia, ai bolognesi è stato consigliato di rientrare temporaneamente in albergo. La struttura di Labuan Bajo in cui alloggiavano aveva riportato alcune crepe, ma senza danni tali da impedirne l’utilizzo.

«Gli aerei erano tutti pieni», ha spiegato Geminiani, raccontando il tentativo dell’ambasciata di individuare una soluzione per il rientro. Alla fine il gruppo ha deciso di muoversi prima verso Bali, da dove sarà più semplice cercare collegamenti internazionali per tornare in Italia.

La notte con gli smartphone accesi

Prima della partenza c’è stata un’altra notte difficile. Le famiglie hanno seguito costantemente gli aggiornamenti sulle scosse e sulle allerte, cercando contemporaneamente di tranquillizzare i più spaventati.

Il timore maggiore era quello di un nuovo forte terremoto e di un’eventuale nuova emergenza sulla costa. «Ci siamo fatti forza tra di noi», ha raccontato l’imprenditore. La comitiva è rimasta in contatto con la rappresentanza diplomatica italiana fino alla possibilità concreta di lasciare Flores.

Nella tarda mattinata italiana di domenica è arrivato infine l’imbarco. La destinazione è Bali, dove il gruppo conta di organizzare la seconda parte del viaggio e trovare un volo verso l’Italia. I tempi del rientro definitivo non sono ancora chiari.

A Flores circa 700 italiani

La vicenda dei tredici bolognesi è soltanto una delle situazioni seguite in queste ore dalla Farnesina. Nell’ultimo aggiornamento diffuso domenica, il ministero degli Esteri ha riferito che sull’isola di Flores risultano circa 700 cittadini italiani non residenti registrati sulla piattaforma «Dove siamo nel mondo». I principali aeroporti della zona risultano operativi, ma la disponibilità di posti resta limitata per l’elevata domanda.

Il numero è superiore alla prima stima comunicata sabato, quando la Farnesina aveva indicato circa 500 connazionali presenti sull’isola. Al momento non risultano italiani tra le vittime del sisma. Ambasciata e Unità di Crisi continuano a seguire l’evoluzione della situazione e ad assistere chi vuole lasciare le aree maggiormente colpite.

Il bilancio del terremoto continua a salire

Mentre i turisti cercano di ripartire, nelle zone centrali e orientali di Flores proseguono le operazioni di soccorso. Il bilancio aggiornato domenica è salito ad almeno 53 morti e oltre 130 feriti, con migliaia di persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Frane e strade interrotte stanno rendendo più difficili le ricerche nei territori maggiormente danneggiati.

Le conseguenze più pesanti si registrano lontano da Labuan Bajo, nei distretti maggiormente vicini all’epicentro. Centinaia di abitazioni e numerose strutture pubbliche sono state distrutte o danneggiate, mentre migliaia di residenti trascorrono le ore all’aperto o nei centri di accoglienza per il timore di nuove repliche.

Per i tredici bolognesi, invece, l’imbarco verso Bali segna il passaggio più atteso dopo due giorni vissuti nell’incertezza. Non è ancora il ritorno a casa, ma è finalmente l’uscita dall’isola che per una notte intera hanno temuto di non riuscire a lasciare.