Da nove giorni Abdel Karim Hassan dorme in macchina sulla collina di Ras al-Ain, davanti alle tre case dove sono rimasti bloccati alcuni suoi familiari. Tra loro c’è la figlia Aisha. Sorveglia la zona e tiene il telefono acceso per avvertire chi è dentro se vede arrivare i coloni. È l’immagine più immediata di una crisi locale diventata il simbolo delle tensioni che attraversano la Cisgiordania.
Tre case diventate una trappola
Tutto comincia il 9 agosto, quando un gruppo di coloni raggiunge l’area, installa una tenda nei pressi delle abitazioni, blocca gli accessi e interrompe acqua ed elettricità. Nelle case restano isolate le famiglie Hassan e Abu Rida, quindici persone secondo il reportage, comprese due bambine. Solo dopo diversi giorni una delegazione dell’Unicef riesce a consegnare viveri.
L’esercito israeliano interviene per smantellare la tenda dei coloni, ma la situazione precipita. Altri gruppi arrivano dagli avamposti vicini, trascinano massi sulla strada e lanciano pietre. I militari dichiarano quindi Ras al-Ain zona militare chiusa. Il risultato è paradossale: l’assedio iniziato dai coloni viene sostituito da un isolamento imposto dall’esercito, mentre le famiglie continuano a non potersi muovere liberamente. Le cronache internazionali confermano che ancora il 17 agosto la tensione nell’area non era risolta.
Una pressione che viene da lontano
A Qusra il problema non nasce in questi giorni. Il villaggio è circondato da insediamenti e avamposti, mentre episodi di violenza e intimidazione da parte dei coloni vengono denunciati da mesi. Reuters riferisce che nel 2026 la comunità è stata tra quelle più colpite in Cisgiordania e che numerose famiglie palestinesi hanno abbandonato le proprie case sotto la pressione delle aggressioni.
Il caso ha provocato anche una rara reazione americana. L’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele Mike Huckabee, tradizionalmente vicino al movimento dei coloni, ha condannato pubblicamente quanto accaduto. È un passaggio politicamente significativo perché segnala quanto la vicenda abbia superato i confini di una disputa locale.
Il fronte politico israeliano
La crisi arriva mentre Benjamin Netanyahu deve guardare contemporaneamente alla pressione internazionale e alla propria destra. Ministri come Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich hanno spinto negli ultimi anni per un’espansione degli insediamenti e per una linea sempre più dura nei territori palestinesi. Nel frattempo, l’ipotesi di uno Stato palestinese trova un’opposizione crescente all’interno della coalizione israeliana.
Per questo Qusra assume un significato che va oltre quelle tre abitazioni. Mentre la diplomazia discute del futuro di Gaza e dei rapporti tra israeliani e palestinesi, sul terreno la geografia della Cisgiordania continua a modificarsi attraverso nuovi avamposti, strade interdette e comunità sempre più isolate.
Le case di Ras al-Ain appartengono ancora alle famiglie palestinesi che le abitano. Ma, come mostra questa vicenda, possederle non significa necessariamente poterle raggiungere, lasciare o vivere liberamente.
