Ucraina, bufera sullo staff di Zelensky: rimossa Irina Mudra

Il Nabu indaga su un presunto riciclaggio. Khmara intanto diventa ministro della Difesa

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Nuova inchiesta anticorruzione ai vertici di Kiev: coinvolta una vice dell’Ufficio presidenziale, subito rimossa da Zelensky. Sullo sfondo la nomina di Khmara alla Difesa e lo scontro politico aperto da Fedorov

Un nuovo fronte si apre nel cuore del potere ucraino mentre Volodymyr Zelensky prova a chiudere il delicato rimpasto di governo. Nella stessa giornata in cui la Verkhovna Rada ha approvato la nomina di Yevhenii Khmara a ministro della Difesa, gli organismi anticorruzione hanno reso nota una nuova indagine che coinvolge anche una figura di primo piano dell’Ufficio del presidente. Poche ore dopo l’emergere del caso, Zelensky ha rimosso dall’incarico la vice capo Irina Mudra.

L'inchiesta riguarda un presunto sistema di riciclaggio di denaro che, secondo gli investigatori, sarebbe stato costruito per reperire i fondi necessari al pagamento della cauzione di un esponente coinvolto in un precedente scandalo nel settore energetico. Le autorità anticorruzione ucraine non avevano inizialmente indicato pubblicamente il nome del funzionario dell'amministrazione presidenziale interessato dall'indagine. La rimozione di Mudra, formalizzata nello stesso giorno con un decreto presidenziale, ha però immediatamente concentrato l'attenzione politica sulla dirigente.

L’operazione anticorruzione

Al centro degli accertamenti c'è un presunto circuito attraverso il quale milioni di dollari sarebbero transitati su conti riconducibili a società di comodo prima di essere utilizzati per pagare una cauzione. Secondo le ricostruzioni pubblicate nelle ultime ore, nell'indagine compaiono anche dirigenti della banca statale Sense Bank, oltre ad altre figure politiche e imprenditoriali.

Il caso viene collegato dagli investigatori alla più ampia offensiva anticorruzione sviluppata negli ultimi mesi attorno al settore dell'energia. Il procedimento precedente aveva riguardato un presunto sistema di tangenti legato agli appalti pubblici e aveva provocato conseguenze politiche pesanti nell'entourage presidenziale. La nuova tranche rilancia ora le pressioni sull'amministrazione Zelensky proprio mentre Kiev cerca di preservare il sostegno occidentale e la stabilità politica interna durante la guerra.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, gli investigatori stanno verificando un presunto riciclaggio di circa 3,4 milioni di dollari attraverso una banca controllata dallo Stato, con l'obiettivo di finanziare la cauzione dell'ex ministro dell'Energia Herman Halushchenko. Le responsabilità individuali restano comunque oggetto dell'indagine e dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

Zelensky rimuove Mudra

La risposta politica del presidente è stata immediata. Zelensky ha firmato il provvedimento con cui Irina Mudra viene sollevata dall'incarico di vice capo dell'Ufficio presidenziale. La funzionaria, avvocata ed ex vice ministra della Giustizia, occupava dal 2024 un ruolo centrale sui dossier giuridici dell'amministrazione e aveva seguito anche il lavoro diplomatico ucraino sulla giustizia internazionale e sulle riparazioni richieste alla Russia.

La decisione del presidente non equivale a un accertamento di responsabilità penale, ma segnala la volontà di prendere rapidamente le distanze da uno scandalo potenzialmente molto dannoso. L'Ucraina è infatti sottoposta da anni a una pressione crescente, sia interna sia da parte dei partner occidentali, perché garantisca l'indipendenza delle strutture anticorruzione e riduca il peso delle reti di interessi che ruotano intorno alle grandi aziende pubbliche.

La nuova indagine riporta inevitabilmente l'attenzione sull'effettiva autonomia del Nabu, l'Ufficio nazionale anticorruzione ucraino, e della procura specializzata. Sono proprio queste strutture ad avere condotto negli ultimi mesi alcune delle operazioni più delicate contro funzionari e uomini d'affari vicini ai vertici dello Stato.

Khmara alla Difesa con 312 voti

Mentre esplodeva il caso Mudra, in Parlamento si consumava un altro passaggio fondamentale per Zelensky. La Rada ha approvato la nomina di Yevhenii Khmara a nuovo ministro della Difesa con 312 voti favorevoli, ben oltre i 226 necessari. Khmara era già stato indicato come ministro ad interim dopo l'uscita di scena di Mykhailo Fedorov.

Ex figura di vertice delle forze speciali ucraine, Khmara è conosciuto soprattutto per il ruolo avuto nelle operazioni a lungo raggio contro obiettivi militari russi. Al nuovo ministro spetta ora un dossier particolarmente complesso: rafforzare il fronte, riorganizzare la mobilitazione, accelerare la produzione nazionale di armamenti e migliorare l'efficienza delle forniture destinate alle truppe. Nelle sue prime dichiarazioni dopo il voto ha indicato tra le priorità proprio il fronte, il personale militare e l'industria della difesa.

La sua nomina arriva però in un clima politicamente teso. L'allontanamento di Fedorov aveva provocato proteste e critiche verso Zelensky, accusato da parte dell'opinione pubblica e dell'opposizione di aver gestito il cambio alla Difesa senza spiegazioni sufficienti.

La sfida di Fedorov sulle elezioni

A rendere ancora più difficile la giornata del presidente è stata la presa di posizione di Mykhailo Fedorov, che ha chiesto di trovare un meccanismo legale e sicuro per consentire il ritorno alle urne anche durante un conflitto destinato a protrarsi. La legislazione ucraina impedisce lo svolgimento delle elezioni durante la legge marziale, ma l'intervento dell'ex ministro ha spostato il confronto direttamente sul terreno della legittimazione politica del potere.

Il tema resta estremamente divisivo. Un sondaggio dell'Istituto internazionale di sociologia di Kiev pubblicato il 5 agosto indicava che il 57 per cento degli intervistati riteneva preferibile attendere la fine della guerra prima di organizzare nuove elezioni. Le difficoltà pratiche sarebbero enormi: centinaia di migliaia di militari sono impegnati al fronte, milioni di cittadini vivono all'estero o sono sfollati e una parte del territorio nazionale resta sotto occupazione russa.

Per Zelensky si apre così una fase particolarmente complessa. Da un lato il presidente è riuscito a ottenere dal Parlamento una maggioranza molto ampia per il nuovo ministro della Difesa. Dall'altro, la nuova indagine anticorruzione e la rottura politica con Fedorov alimentano contemporaneamente due fronti di pressione: quello della trasparenza dell'apparato di governo e quello della futura legittimazione democratica della leadership ucraina.