L’aereo che trasportava il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dalla Moldova alla Norvegia si è trovato al centro di un allarme che, per alcune ore, ha fatto temere uno degli episodi più gravi dall’inizio della guerra. A raccontarlo è stato il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, secondo il quale il velivolo presidenziale sarebbe stato «quasi colpito» da un drone mentre si preparava a decollare. La ricostruzione, però, nelle ore successive è stata ridimensionata sia da Kiev sia dalle autorità moldave.
L’allarme durante la partenza da Chi?inau
L’episodio risale a martedì 8 settembre, quando Zelensky stava lasciando la Moldova diretto a Oslo, dove il giorno seguente avrebbe partecipato ai funerali di Stato di re Harald V. Proprio nelle fasi precedenti alla partenza, un drone di tipo Shahed ha violato lo spazio aereo moldavo provenendo dalla direzione dell’Ucraina, costringendo le autorità a imporre temporanee restrizioni al traffico aereo.
La partenza del presidente ucraino è stata quindi ritardata. Il governo moldavo ha confermato che il suo aereo ha ricevuto l’autorizzazione a decollare soltanto dopo che la situazione era stata considerata nuovamente sotto controllo. Il drone ha proseguito la propria rotta interessando anche lo spazio aereo della Romania, prima di tornare in territorio moldavo e precipitare.
Secondo le informazioni diffuse dalle autorità della regione, il velivolo senza pilota è stato seguito dai sistemi di sorveglianza mentre attraversava una parte della Moldova. Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno indicato la Crimea come area di provenienza iniziale del drone, ma questo elemento non risulta al momento sufficiente per sostenere che il velivolo fosse stato inviato deliberatamente contro l’aereo presidenziale.
La rivelazione del premier norvegese
A dare una dimensione molto più drammatica all’accaduto è stato Jonas Gahr Støre. Parlando con l’emittente pubblica norvegese NRK, il premier ha riferito che l’aereo di Zelensky sarebbe stato quasi raggiunto dal drone mentre si apprestava a lasciare la Moldova.
Støre non ha tuttavia spiegato quale fosse la fonte precisa dell’informazione né ha indicato la distanza effettiva tra il drone e il velivolo presidenziale. Anche per questo, nelle ore successive, la versione di un possibile attacco diretto contro il leader ucraino ha cominciato a essere trattata con maggiore cautela.
Il premier norvegese ha raccontato anche il colloquio avuto con Zelensky prima delle esequie di Harald V. Il presidente ucraino gli avrebbe riferito di aver trascorso una notte difficile, seguendo al telefono gli aggiornamenti sui nuovi bombardamenti e sui luoghi raggiunti dai missili russi.
Kiev: «Esagerato dire che Zelensky fosse in pericolo»
Il punto più rilevante emerso dopo la prima notizia arriva però dalla stessa presidenza ucraina. Una fonte di Kiev, citata dall’Afp, ha spiegato che si era trattato di un allarme provocato dall’ingresso di un drone russo negli spazi aerei moldavo e romeno. La stessa fonte ha definito «esagerata» l’affermazione secondo cui Zelensky avrebbe corso un pericolo diretto.
La precisazione modifica in parte il quadro iniziale. È confermata la presenza del drone, così come sono confermati la chiusura temporanea dello spazio aereo moldavo e il conseguente ritardo nella partenza del presidente. Non è invece dimostrato, allo stato delle informazioni disponibili, che il drone avesse come obiettivo Zelensky o che fosse in corso un tentativo russo di colpire intenzionalmente il suo aereo.
Il dato resta comunque significativo. Un drone impiegato nella guerra ha attraversato lo spazio aereo di Paesi confinanti con l’Ucraina, uno dei quali, la Romania, appartiene alla Nato, provocando restrizioni al traffico civile e mettendo in moto i sistemi di sorveglianza militare.
La sicurezza aerea torna al centro
L’incidente rilancia così il problema delle incursioni di droni oltre i confini ucraini. Dall’inizio dell’invasione russa, la Romania ha registrato decine di episodi di accesso non autorizzato al proprio spazio aereo e numerosi ritrovamenti di frammenti di velivoli senza pilota. Il rischio non riguarda soltanto le operazioni militari, ma anche la sicurezza dell’aviazione civile nelle aree vicine al conflitto.
A Oslo, intanto, Zelensky ha incontrato oltre a Støre il ministro degli Esteri Espen Barth Eide e il ministro delle Finanze Jens Stoltenberg, già segretario generale della Nato. Al centro dei colloqui ancora una volta la difesa aerea dell’Ucraina, settore nel quale Kiev chiede ai partner europei nuovi sistemi e una capacità sempre maggiore di intercettare missili e droni russi.
L’episodio della Moldova, anche nella sua versione più prudente, mostra quanto il confine tra il teatro di guerra ucraino e lo spazio aereo europeo possa diventare sottile. Ma, sulla base delle informazioni disponibili, definire il caso come un tentativo russo di eliminare Zelensky resta un’ipotesi non dimostrata.
