Diana, nel libro del fratello i ricordi e le accuse ai Windsor

Esce «Canto del cigno»: il fratello di Diana racconta l’infanzia, il funerale e i Windsor

diana nel libro del fratello i ricordi e le accuse ai windsor

Il conte racconta la sorella lontano dai riflettori e torna ai giorni della sua morte. Le parole attribuite a Carlo III riaprono una controversia con Buckingham Palace, che mette in dubbio la ricostruzione

Il ritratto privato di Diana si apre con i ricordi di una casa di famiglia e arriva fino ai giorni in cui il suo funerale divenne una questione nazionale. In «Canto del cigno. Diana, mia sorella», pubblicato in Italia da Mondadori il 22 settembre, Charles Spencer sceglie di ripercorrere la vita della principessa del Galles da una posizione particolare: quella del fratello minore che ne condivise l’infanzia e che, nel settembre 1997, pronunciò l’orazione funebre nell’abbazia di Westminster. La sua testimonianza affianca episodi domestici, giudizi sull’istituzione monarchica e ricostruzioni sulle quali la famiglia reale ha espresso dissenso.

L’infanzia prima della favola reale

Il filo più personale del volume è il rapporto fra Diana e Charles. Spencer restituisce la quotidianità dei due fratelli nella tenuta di Althorp, tra piccoli privilegi infantili, giochi all’aperto e un ambiente aristocratico che non fu al riparo da tensioni. Nel racconto trovano spazio le bambinaie ricordate con amarezza, l’arrivo della matrigna Raine e, soprattutto, la separazione dei genitori. Il divorzio lasciò i figli affidati al padre: una frattura familiare che il conte rilegge alla luce di quanto sarebbe accaduto, anni dopo, nel matrimonio di Diana.

Il libro propone quindi un’immagine meno distante dall’esperienza comune di quella che accompagna la principessa nelle fotografie ufficiali. Spencer descrive una sorella capace di affetto e di ironia, legata ai luoghi dell’infanzia, ma anche esposta fin da giovane a decisioni familiari sulle quali aveva un controllo limitato. Althorp, la residenza degli Spencer dove Diana è sepolta, diventa il punto di partenza e di approdo di questa memoria.

I giorni del lutto e lo scontro sul funerale

La parte più discussa riguarda la morte di Diana, avvenuta a Parigi il 31 agosto 1997, e la preparazione delle esequie. Charles Spencer scrive di aver immaginato inizialmente una cerimonia privata, mentre Buckingham Palace e il governo britannico erano coinvolti nell’organizzazione di un funerale seguito in tutto il mondo. L’autore racconta anche la propria contrarietà alla partecipazione dei principi William e Harry al corteo dietro la bara della madre: una scelta che, a suo giudizio, avrebbe esposto due ragazzi in lutto allo sguardo del pubblico.

Nel ricordare una telefonata con l’allora principe Carlo, Spencer sostiene che il suo interlocutore gli fosse sembrato insolitamente sollevato, fino a usare l’immagine di un vincitore alla lotteria. Riferisce inoltre una frase attribuita al futuro sovrano secondo cui Diana sarebbe stata presto dimenticata. Si tratta del resoconto personale del conte, non di parole confermate in modo indipendente. Buckingham Palace ha contestato questa ricostruzione, richiamando il peso del dolore sulla memoria e sul giudizio di chi attraversa un lutto. Spencer, intervistato in occasione dell’uscita, ha ribadito la propria versione.

Elisabetta II, il servizio pubblico e la distanza dai Windsor

Il giudizio del fratello sulla monarchia non è però uniforme. Spencer critica il modo in cui la famiglia reale avrebbe anteposto il ruolo pubblico alla persona di Diana e riferisce una battuta attribuita alla regina Elisabetta II nell’immediatezza dell’incidente. Allo stesso tempo, riconosce alla sovrana la scelta di rimanere a Balmoral accanto a William e Harry nei primi giorni dopo la morte della madre, interpretandola come un tentativo di proteggerli e aiutarli ad affrontare la notizia. Ricorda inoltre con apprezzamento il successivo messaggio televisivo di Elisabetta dedicato alla principessa.

Ne emerge il contrasto fra due sguardi: da una parte il fratello, che rivendica il diritto di raccontare una donna oltre il suo titolo; dall’altra l’istituzione, chiamata allora a conciliare il lutto privato con l’attenzione di un Paese intero. Il libro include giudizi e aneddoti su altri membri della famiglia reale, ma la sua materia principale resta il legame fra Diana e Charles e la domanda su chi abbia avuto voce nel definire la memoria pubblica della principessa.

Un racconto in vista del trentesimo anniversario

L’uscita del volume arriva a meno di un anno dal trentesimo anniversario della morte di Diana. Spencer ha spiegato di aver voluto fissare i propri ricordi prima che fossero sostituiti dalle versioni altrui. Il risultato è una memoria dichiaratamente soggettiva: preziosa per quanto rivela del rapporto tra i fratelli, da leggere con attenzione quando riferisce conversazioni private e attribuisce intenzioni ad altre persone. La controversia sulle pagine dedicate a Carlo III mostra quanto, a quasi trent’anni da quel funerale, il racconto di Diana continui a coinvolgere contemporaneamente la sua famiglia d’origine e la Corona.