Netanyahu senza incontro con Trump all’Onu: agende e divergenze

Il colloquio richiesto dal premier israeliano non è previsto a New York

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Secondo il Wall Street Journal, gli impegni dei due leader impediscono la bilaterale. Sullo sfondo restano le differenze tra Washington e Israele su Iran, Libano e Gaza

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non incontrerà il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, che cita fonti governative dei due Paesi, il premier aveva cercato di organizzare un colloquio bilaterale, senza riuscire a trovare un’intesa sulle agende. La motivazione indicata dalle fonti è dunque di carattere organizzativo; non risulta annunciato un incontro alternativo.

Le questioni aperte tra i due governi

Il mancato faccia a faccia arriva in una fase di divergenze su alcuni dossier centrali della politica mediorientale. Il quotidiano statunitense collega la distanza tra le due amministrazioni ai tentativi di porre fine al conflitto con l’Iran, ai bombardamenti israeliani in Libano e alle difficoltà nell’adesione israeliana al piano di pace per Gaza promosso da Washington. Si tratta di una lettura del contesto diplomatico, distinta dalla spiegazione ufficiale relativa agli impegni dei due leader.

La visita del premier israeliano a New York si concentra sull’intervento all’Onu e su un programma ristretto di colloqui. Anche la nota diffusa dal suo ufficio non prevede appuntamenti con rappresentanti dell’amministrazione statunitense. Il mancato incontro assume particolare rilievo nel periodo che precede le consultazioni elettorali in Israele e negli Stati Uniti, senza che da questo solo elemento sia possibile dedurre una rottura dei rapporti bilaterali.

Gli incontri previsti a New York

L’ufficio di Netanyahu ha comunicato che il primo ministro incontrerà rappresentanti di nove Paesi. In programma figurano colloqui con i presidenti di Argentina, Bolivia, Paraguay, Panama ed Etiopia, con il vicepresidente della Colombia e con i primi ministri di Grecia, Slovenia e Papua Nuova Guinea.