Ucraina, 43 morti nel raid sulla scuola. Mosca avanza, Zelensky apre al voto onl

Strage nella regione di Zaporizhzhia. La Russia preme sul fronte mentre riprendono i negoziati

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Sale il bilancio dell'attacco russo contro una ex scuola utilizzata per distribuire aiuti umanitari. Decine di dispersi sotto le macerie. Zelensky valuta le elezioni online, ma avverte: milioni di ucraini rischierebbero di essere esclusi dal voto

La guerra in Ucraina continua a mietere vittime mentre la diplomazia internazionale cerca di riaprire uno spiraglio per la pace. Nella regione di Zaporizhzhia, il bilancio del bombardamento russo contro una ex scuola trasformata in centro di assistenza umanitaria è salito a 43 morti. I soccorritori continuano a scavare tra le macerie e si teme che altre persone siano ancora intrappolate sotto i resti dell'edificio. Intanto le truppe di Mosca intensificano la pressione lungo il fronte meridionale, mentre il presidente Volodymyr Zelensky affronta anche il delicato tema delle elezioni, sospese durante la guerra.

Il leader ucraino ha aperto alla possibilità di valutare un sistema di voto online, riconoscendo però le enormi difficoltà organizzative e di sicurezza. Una dichiarazione che riporta al centro la questione della legittimazione democratica delle istituzioni in un Paese che combatte da quasi cinque anni contro l'invasione russa su vasta scala.

La strage nella ex scuola: 43 morti e decine di dispersi

L'attacco risale a lunedì 2 novembre, quando bombe aeree russe hanno colpito Komyshuvakha, località vicina alla linea del fronte nella regione di Zaporizhzhia. L'obiettivo colpito era un edificio scolastico non più utilizzato per le lezioni, trasformato in punto di distribuzione degli aiuti e rifugio per la popolazione.

Al momento del bombardamento numerosi residenti si trovavano nella struttura per ricevere assistenza umanitaria. Il complesso comprendeva anche spazi sotterranei rinforzati, realizzati per offrire protezione durante gli attacchi.

Secondo il bilancio comunicato il 5 novembre da Zelensky, le vittime accertate sono 43. Le autorità ucraine ritengono che decine di persone possano trovarsi ancora sotto le macerie. Una persona inizialmente considerata dispersa è stata ritrovata viva dopo tre giorni.

Le operazioni di recupero sono particolarmente difficili per il crollo delle strutture in cemento armato e per la devastazione provocata dalle esplosioni. Per identificare alcune vittime sono necessari anche esami genetici sui resti recuperati.

Si tratta di uno degli episodi più sanguinosi registrati negli ultimi mesi di guerra, con un bilancio che potrebbe aggravarsi ulteriormente.

Le bombe sul rifugio e le immagini della polizia

La ricostruzione dell'attacco solleva interrogativi particolarmente gravi sulle modalità dell'operazione militare.

Secondo gli investigatori ucraini, il complesso sarebbe stato colpito da più bombardamenti successivi. Dopo le prime esplosioni, alcune persone avrebbero cercato riparo nelle strutture sotterranee, mentre agenti di polizia e soccorritori tentavano di mettere in sicurezza i presenti.

Una telecamera indossata da un poliziotto, successivamente morto nell'attacco, ha registrato alcuni momenti della tragedia. Le immagini mostrano l'allarme, i tentativi di raggiungere il rifugio e la violenza delle esplosioni.

Le autorità ucraine sostengono che sia stata utilizzata anche una bomba planante FAB da tre tonnellate, un ordigno capace di provocare danni devastanti perfino alle strutture fortificate.

Kiev denuncia una sequenza di bombardamenti riconducibile alla tecnica del double tap, che consiste nel colpire nuovamente un'area già bombardata, esponendo al pericolo anche chi interviene per prestare soccorso. L'impiego deliberato di questa modalità contro civili e soccorritori può costituire una grave violazione del diritto internazionale umanitario.

Mosca, dal canto suo, sostiene di avere preso di mira unità militari ucraine presenti nella zona e afferma di avere provocato perdite tra i soldati avversari. Le autorità russe non riconoscono di avere deliberatamente colpito civili.

Le versioni restano quindi contrapposte, mentre il bilancio delle vittime civili e le testimonianze raccolte sul posto alimentano le richieste di accertamenti indipendenti.

L'avanzata russa nel sud dell'Ucraina

La tragedia di Komyshuvakha si inserisce in una fase di crescente pressione militare russa nella regione di Zaporizhzhia.

Secondo le analisi dell'Institute for the Study of War, le forze di Mosca stanno intensificando le operazioni a ovest di Orikhiv, cercando di infiltrarsi nelle posizioni difensive ucraine e di aggirare alcuni capisaldi.

Le attività russe sono state segnalate nelle aree di Mali Shcherbaky, Pavlivka, Lukyanivske e Prymorske. Alcuni reparti starebbero sfruttando anche il letto prosciugato dell'ex bacino di Kakhovka per tentare nuovi movimenti verso le retrovie ucraine.

L'obiettivo operativo appare quello di aumentare la pressione su Orikhiv, cercando di minacciarne le difese da più direzioni e creando le condizioni per ulteriori offensive verso la città di Zaporizhzhia.

Le infiltrazioni non equivalgono necessariamente al controllo stabile delle località interessate, ma indicano una situazione militare ancora dinamica, nella quale le forze ucraine devono fronteggiare continui tentativi di penetrazione.

La guerra dei droni colpisce anche le raffinerie russe

Mentre Mosca prosegue i bombardamenti contro le città e le infrastrutture ucraine, Kiev intensifica gli attacchi con droni a lungo raggio contro obiettivi in territorio russo.

Nelle ultime ore sono stati segnalati incendi e danni a impianti petroliferi nelle regioni di Orel e Rjazan, considerate importanti per la produzione e la distribuzione di carburante.

Le autorità russe hanno riferito di avere intercettato centinaia di droni ucraini, mentre ulteriori attacchi hanno interessato diverse aree di confine.

Nella regione occupata di Luhansk, un bombardamento ucraino contro un autobus avrebbe provocato cinque morti e tredici feriti, secondo il responsabile locale filorusso Leonid Pasechnik. Le informazioni sulle circostanze dell'episodio non sono state verificate indipendentemente.

Sul territorio ucraino continuano invece i raid contro infrastrutture energetiche e centri abitati. Attacchi sono stati segnalati nelle aree di Kharkiv e Dnipro, con danni agli impianti e nuovi problemi per l'approvvigionamento elettrico.

La guerra si combatte ormai contemporaneamente sulla linea del fronte, nei cieli e contro le strutture economiche necessarie a sostenere lo sforzo bellico.

Zelensky apre alle elezioni online, ma restano enormi ostacoli

In questo scenario, il presidente Volodymyr Zelensky ha affrontato una delle questioni politiche più delicate per il futuro del Paese: la possibilità di organizzare nuove elezioni mentre la guerra è ancora in corso.

In un'intervista all'emittente tedesca ZDF, ripresa dall'agenzia Rbc-Ucraina, il presidente ha spiegato che le autorità potrebbero prendere in considerazione il voto online.

La proposta, però, non equivale alla decisione di indire elezioni imminenti. Zelensky ha sottolineato che l'organizzazione di una consultazione in tempo di guerra presenta difficoltà enormi, soprattutto per garantire il diritto di voto ai militari impegnati al fronte.

Milioni di cittadini si trovano lontano dalle proprie abitazioni, sono rifugiati all'estero oppure vivono in territori occupati. Altri prestano servizio nelle forze armate e non possono raggiungere i seggi.

Un sistema di voto digitale potrebbe teoricamente ridurre alcune difficoltà logistiche, ma aprirebbe ulteriori problemi legati alla sicurezza informatica, alla segretezza del voto e alla possibilità di verificare l'identità degli elettori.

Zelensky ha ricordato che molti militari sono contrari a elezioni organizzate senza garanzie di partecipazione, perché rischierebbero di essere esclusi proprio coloro che stanno combattendo per difendere il Paese.

La questione democratica durante la legge marziale

Il mandato presidenziale di Zelensky, eletto nel 2019, avrebbe dovuto essere sottoposto a rinnovo attraverso le elezioni previste nel 2024. La consultazione non si è tenuta a causa della legge marziale introdotta dopo l'invasione russa del febbraio 2022.

La normativa ucraina impedisce lo svolgimento delle elezioni durante la legge marziale e prevede la continuità delle istituzioni fino alla possibilità di organizzare una consultazione regolare.

Il tema ha assunto anche una dimensione internazionale, soprattutto nel confronto con Mosca, che ha ripetutamente contestato la legittimità politica del presidente ucraino.

Kiev respinge queste accuse, ricordando che la sospensione delle elezioni deriva dalle condizioni eccezionali imposte dalla guerra e dalla necessità di proteggere cittadini e militari.

Qualunque eventuale sistema di voto online dovrebbe inoltre essere disciplinato da nuove norme e accompagnato da garanzie adeguate. Al momento non esiste un calendario elettorale definito né una decisione ufficiale sull'adozione di questa modalità.

La questione rimane strettamente collegata alla sicurezza del Paese e alle prospettive di una tregua sufficientemente stabile da consentire una partecipazione democratica effettiva.

A Bruxelles riprendono i negoziati sulla sicurezza

Sul piano diplomatico, intanto, sono proseguiti a Bruxelles gli incontri tra rappresentanti ucraini, statunitensi ed europei dedicati alle garanzie di sicurezza e alla ricostruzione postbellica.

La delegazione di Kiev, guidata dal negoziatore Rustem Umerov, ha incontrato funzionari degli Stati Uniti, del Regno Unito, della Francia, della Germania, dell'Unione europea e della Nato.

Ai colloqui hanno partecipato anche rappresentanti della Banca Mondiale e del gruppo finanziario BlackRock, coinvolti nelle discussioni sulle prospettive economiche e sugli investimenti necessari alla ricostruzione.

L'inviato americano Jared Kushner ha descritto gli incontri come produttivi, mentre le delegazioni hanno affrontato il finanziamento delle esigenze ucraine per il 2027, la sicurezza futura del Paese e le possibili modalità di sostegno internazionale.

La Commissione europea ha inoltre trasferito all'Ucraina una nuova tranche di 4,4 miliardi di euro nell'ambito del programma di finanziamento da 90 miliardi destinato a sostenere la difesa e il funzionamento dei servizi pubblici.

Verso nuovi colloqui ad Abu Dhabi

Il confronto diplomatico dovrebbe proseguire il 10 e l'11 novembre ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, dove sono previsti contatti tra rappresentanti di Russia, Ucraina e Stati Uniti.

L'obiettivo è verificare le possibilità di una riduzione delle ostilità e affrontare le condizioni di un eventuale accordo.

Restano tuttavia profonde le distanze sulle questioni territoriali, sulle garanzie di sicurezza richieste da Kiev e sulle condizioni poste da Mosca.

La ripresa degli incontri non significa quindi che un cessate il fuoco sia imminente. Le operazioni militari continuano e le rispettive posizioni negoziali rimangono difficili da conciliare.

La strage nella ex scuola di Komyshuvakha evidenzia la distanza tra il lavoro della diplomazia e quanto accade quotidianamente sul terreno. Mentre i negoziatori discutono di garanzie e ricostruzione, intere comunità continuano a vivere sotto i bombardamenti, in condizioni di estrema precarietà.

Il bilancio di 43 morti, ancora provvisorio, rappresenta il volto più drammatico di questa contraddizione.