Paraguay, crac Ueno Bank: milioni di cittadini senza accesso ai risparmi

Crisi politica per il presidente Santiago Peña, che si dimette

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Quasi tre milioni di clienti coinvolti nel dissesto della banca digitale. Le autorità avviano i rimborsi, mentre emergono presunte irregolarità finanziarie e rapporti con il potere politico. L'opposizione chiede l'impeachment del presidente

Il presidente del Paraguay Santiago Peña ha annunciato in un messaggio su X le sue dimissioni nel quadro dello scandalo per la bancarotta del Ueno Bank. "Ho preso la decisione di presentare le dimissioni con l'obiettivo di preservare le istituzioni e la pace sociale", ha affermato il presidente

Il Paraguay è precipitato in una grave crisi finanziaria dopo il collasso di Ueno Bank, uno degli istituti digitali più diffusi del Paese. Milioni di cittadini si sono ritrovati improvvisamente senza accesso ai propri risparmi, con conti bloccati, carte inutilizzabili e applicazioni bancarie fuori servizio. La decisione della Banca centrale del Paraguay di intervenire sull'istituto, nella notte tra il 2 e il 3 novembre, ha provocato paura tra i risparmiatori e aperto uno scontro politico che coinvolge direttamente il presidente Santiago Peña.

La banca contava circa 2,94 milioni di clienti registrati, un numero enorme per un Paese di poco più di sette milioni di abitanti. Non tutti avevano necessariamente depositi bloccati, ma la diffusione dei servizi di Ueno ha amplificato le conseguenze della crisi, colpendo famiglie, lavoratori e imprese.

Il crollo della banca e i soldi bloccati

L'intervento delle autorità è scattato dopo una verifica sulla situazione patrimoniale dell'istituto. Gli accertamenti avrebbero evidenziato gravi problemi di solvibilità, con un capitale disponibile insufficiente a rispettare i requisiti previsti dalla normativa bancaria.

Sotto esame sono finite anche alcune operazioni di finanziamento verso società collegate al gruppo proprietario e presunte irregolarità nella rappresentazione dei bilanci.

La notizia ha provocato proteste davanti alle filiali di Asunción e di altre città. Molti clienti non hanno potuto prelevare contanti, effettuare pagamenti o utilizzare il denaro necessario alle spese quotidiane.

Le autorità hanno avviato una procedura straordinaria per tutelare i depositi. Il sistema di garanzia paraguaiano prevede una copertura fino a 75 salari minimi mensili per risparmiatore, pari a circa 228 milioni di guaraní. Sono stati inoltre annunciati rimborsi anticipati per una parte delle somme depositate.

Gli 850 milioni di fondi pubblici e le indagini

A rendere ancora più delicata la vicenda è la presenza nei conti di Ueno Bank di circa 850 milioni di dollari riconducibili a enti pubblici, compreso l'Instituto de Previsión Social, che gestisce importanti prestazioni previdenziali e sanitarie.

La magistratura ha aperto un'inchiesta sulle operazioni finanziarie dell'istituto. Otto dirigenti sono stati fermati e gli accertamenti coinvolgono complessivamente 27 persone. Gli investigatori stanno verificando la concessione di prestiti a società collegate, le modalità di gestione delle risorse e possibili irregolarità contabili.

Le responsabilità individuali dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie.

Lo scandalo travolge il presidente Peña

Il dissesto ha investito anche il governo. Il presidente Santiago Peña è finito al centro delle polemiche per i precedenti rapporti con Grupo Vázquez, la holding proprietaria della banca, della quale era stato azionista fino al marzo 2025.

A sollevare ulteriori interrogativi è stata la posizione di Carlos Carvallo Spalding, presidente della Banca centrale ed ex dirigente dell'istituto. Le tensioni seguite al fallimento hanno portato alle sue dimissioni.

L'opposizione ha presentato una richiesta di impeachment contro Peña e il vicepresidente Pedro Alliana, contestando presunti conflitti di interesse e responsabilità politiche nella gestione delle risorse pubbliche.

La crisi ha provocato divisioni anche all'interno del Partito Colorado, con esponenti di primo piano che hanno preso le distanze dal presidente.

Il rischio di una crisi di fiducia

La priorità delle autorità è ora restituire ai cittadini il denaro garantito ed evitare che il dissesto produca conseguenze sull'intero sistema bancario.

La Banca centrale del Paraguay ha assicurato che gli altri istituti continuano a operare regolarmente e che la crisi riguarda una situazione specifica. Resta però il timore di una perdita di fiducia, soprattutto tra i risparmiatori che avevano scelto i servizi digitali per la loro semplicità e accessibilità.

Il caso Ueno Bank ha così assunto una doppia dimensione: emergenza finanziaria per milioni di cittadini e crisi istituzionale per il governo. Mentre le famiglie aspettano di recuperare i propri soldi, la magistratura dovrà chiarire le cause del dissesto e il Parlamento valutare le contestazioni politiche contro il presidente.