Hamas verso elezioni interne per rifondare la leadership dopo la guerra

Il movimento islamista prepara il voto nei primi mesi del 2026 dopo l’uccisione dei vertici storici

hamas verso elezioni interne per rifondare la leadership dopo la guerra

Decimati dai raid israeliani, i vertici di Hamas avviano il processo di rinnovo interno. In programma l’elezione di un nuovo Consiglio della Shura e, successivamente, dell’ufficio politico

Hamas si prepara a indire elezioni interne per ricostruire la propria leadership, duramente colpita dalle operazioni militari israeliane durante la guerra nella Striscia di Gaza. Secondo fonti del movimento, i preparativi sono in corso e il voto dovrebbe svolgersi nei primi mesi del 2026, compatibilmente con le condizioni di sicurezza nelle diverse aree.

Una leadership decimata dalla guerra
Il conflitto, esploso dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele, ha avuto un impatto devastante sia sulla popolazione civile sia sulla catena di comando del gruppo islamista. Gran parte dei dirigenti storici è stata uccisa, lasciando Hamas privo di una guida unitaria e costringendolo a un assetto provvisorio.

Il ruolo del Consiglio della Shura
Il processo di rinnovamento prevede innanzitutto la formazione di un nuovo Consiglio della Shura, organo consultivo composto da 50 membri e rinnovato ogni quattro anni. I rappresentanti vengono scelti dalle tre principali articolazioni del movimento: la Striscia di Gaza, la Cisgiordania occupata e la leadership esterna. Al voto partecipano anche i membri detenuti nelle carceri israeliane.

Dall’organo consultivo all’ufficio politico
Sarà poi il Consiglio della Shura a eleggere l’ufficio politico, formato da 18 membri, e il suo capo, che assume il ruolo di leader generale del movimento. La tempistica di questa seconda fase resta incerta, condizionata dalla situazione umanitaria e politica dei territori palestinesi.

Dopo Haniyeh e Sinwar
Dopo l’uccisione a Teheran, nel luglio 2024, dell’ex capo di Hamas Ismail Haniyeh, il movimento aveva scelto come successore il leader di Gaza Yahya Sinwar, indicato da Israele come l’ideatore dell’attacco del 7 ottobre. Anche Sinwar è stato poi ucciso in un’operazione militare a Rafah, nel sud della Striscia, spingendo Hamas a istituire una direzione collegiale ad interim con base in Qatar.

I nomi in campo per la successione
Tra i favoriti alla guida dell’ufficio politico emergono Khalil al-Hayya, capo negoziatore nei colloqui per il cessate il fuoco e figura centrale del movimento fin dal 2006, e Khaled Meshaal, storico leader politico di Hamas dal 2004 al 2017 e oggi responsabile della diaspora. Altri nomi citati includono Zaher Jabarin, leader in Cisgiordania, e Nizar Awadallah, attuale capo del Consiglio della Shura. La scelta finale sarà il risultato di delicati equilibri interni, in un contesto regionale ancora segnato dalla guerra e dall’instabilità.