La rivendicazione dei Pasdaran. Le Guardie Rivoluzionarie Islamiche, note come Pasdaran, hanno annunciato di aver utilizzato il missile balistico Kheibar nella decima ondata di attacchi contro Israele. Secondo la dichiarazione ufficiale, sarebbero state prese di mira Tel Aviv, Haifa e Gerusalemme Est, in un’escalation che segna un ulteriore salto di qualità nel confronto militare diretto tra Teheran e lo Stato ebraico.
Il Kheibar, presentato nei mesi scorsi dalle autorità iraniane come uno dei sistemi più avanzati sviluppati dall’industria missilistica nazionale, avrebbe una gittata stimata di circa 2.000 chilometri. Durante la cerimonia di inaugurazione, il generale Mohammad Reza Ashtiani lo aveva descritto come un vettore dotato di testata ad alto potenziale esplosivo da 1.500 chilogrammi, capace di colpire obiettivi strategici a lunga distanza.
Obiettivi americani nel mirino
Nelle stesse ore, fonti militari iraniane hanno sostenuto di aver preso di mira anche la base aerea americana di Ali al-Salem in Kuwait, oltre a navi statunitensi nell’Oceano Indiano, con il lancio di 15 missili da crociera. Le informazioni sono state rilanciate da BBC Persian e dall’agenzia iraniana Fars News Agency, che ha parlato di “attacchi missilistici e droni contro basi americane nella regione dell’Asia occidentale”.
Al momento non risultano conferme indipendenti sull’entità dei danni, ma la sequenza degli annunci ufficiali lascia intendere un allargamento del teatro operativo ben oltre il fronte israelo-iraniano.
Esplosioni a Erbil e tensione regionale
Poco dopo le rivendicazioni, media locali hanno riferito di un’esplosione udita nella città irachena di Erbil, nel Kurdistan iracheno, area che in passato è già stata teatro di attacchi attribuiti a milizie filo-iraniane o a operazioni dirette di Teheran.
L’intensificarsi delle operazioni militari e il coinvolgimento dichiarato di obiettivi statunitensi accrescono il rischio di una regionalizzazione del conflitto, con possibili ripercussioni sugli equilibri già fragili del Medio Oriente. La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione l’evoluzione degli eventi, mentre si moltiplicano gli appelli alla de-escalation diplomatica.
In uno scenario segnato da dichiarazioni incrociate e operazioni a lungo raggio, l’uso del missile Kheibar rappresenta un segnale politico e militare chiaro: l’Iran intende mostrare la propria capacità di proiezione strategica in un confronto che ormai supera i confini tradizionali dello scontro indiretto.
