Iran, ILNA annuncia l’uccisione di Ahmadinejad in raid a Teheran

L’ex presidente sarebbe morto in un attacco aereo nel quartiere di Narmak, a est della capitale.

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La notizia, diffusa nelle ultime ore, parla di un raid che avrebbe colpito direttamente la sua abitazione, causando la morte dell’ex capo dello Stato e di alcuni collaboratori. Al momento non risultano conferme indipendenti

 

Il raid nel quartiere di Narmak. Secondo quanto riferito dall’agenzia ILNA, l’operazione avrebbe interessato un’area residenziale della zona orientale della capitale iraniana. L’attacco sarebbe stato mirato e avrebbe distrutto l’edificio in cui risiedeva l’ex presidente. La stessa agenzia parla di “martirio” in seguito a quella che definisce un’aggressione congiunta israeliano-americana contro il Paese. Non sono stati diffusi, al momento, dettagli tecnici sull’operazione né vi sono dichiarazioni ufficiali da parte di Israele o degli Stati Uniti. Anche le autorità iraniane non hanno ancora rilasciato comunicazioni istituzionali oltre al lancio dell’agenzia di stampa.

Una figura centrale dell’Iran contemporaneo

Ahmadinejad aveva guidato la Repubblica islamica per due mandati consecutivi, dal 2005 al 2013, incarnando una linea politica fortemente conservatrice e nazionalista. Prima di diventare presidente, era stato sindaco di Teheran e governatore della provincia di Ardabil, costruendo la propria ascesa politica su un profilo populista e un forte richiamo ai valori rivoluzionari. Durante la sua presidenza, il confronto con l’Occidente si era irrigidito, in particolare sul dossier nucleare e sulle sanzioni internazionali. La sua figura è rimasta a lungo divisiva sia sul piano interno sia su quello internazionale.

Il ruolo negli ultimi anni

Negli ultimi anni Ahmadinejad aveva mantenuto una presenza pubblica intermittente. Pur restando formalmente all’interno del sistema politico della Repubblica islamica e membro dell’Assemblea per il Discernimento dell’Interesse del Sistema, aveva assunto posizioni critiche verso alcune scelte dell’esecutivo guidato da Ebrahim Raisi, alimentando tensioni sotterranee all’interno del fronte conservatore. La notizia della sua presunta uccisione, se confermata, potrebbe aprire una nuova fase di instabilità in un contesto regionale già fortemente segnato da tensioni militari e diplomatiche.

Attesa di conferme ufficiali

Al momento la notizia resta legata al lancio dell’agenzia ILNA e non vi sono riscontri da fonti indipendenti o internazionali. In casi di tale portata, la prudenza è d’obbligo: eventuali sviluppi potrebbero modificare il quadro nelle prossime ore. La situazione è in evoluzione.