Medio Oriente in fiamme, missili su Iran e Israele

Razzi di Hezbollah, 31 morti in Libano. Petrolio a +13%

medio oriente in fiamme missili su iran e israele

Escalation militare senza precedenti tra Teheran e Tel Aviv. Raid, esplosioni e vittime in più Paesi del Golfo. Navi ferme a Hormuz, mercati in allarme. Tensione anche in Italia sul rientro di Crosetto e sulla task force per i connazionali bloccati

Fuoco incrociato tra Teheran e Tel Aviv. Il Medio Oriente si risveglia sotto le sirene e il rumore delle esplosioni. Missili e droni hanno attraversato i cieli tra Iran e Israele in una delle fasi più violente dello scontro diretto tra i due Paesi. Deflagrazioni sono state avvertite a Gerusalemme e in diverse capitali del Golfo, da Dubai ad Abu Dhabi fino a Doha. In Bahrein si registra una vittima a seguito degli attacchi iraniani.

Nella notte l’aviazione israeliana ha colpito obiettivi nel sud del Libano in risposta al lancio di razzi verso il nord di Israele. Secondo il ministero della Salute libanese le vittime sarebbero almeno 31, con 149 feriti. A Beirut si contano almeno dieci morti nei raid notturni. I razzi sarebbero stati lanciati da miliziani di Hezbollah, che parla di rappresaglia per il “sangue innocente” della Guida Suprema iraniana.

Le Forze di difesa israeliane, l’Israel Defense Forces, fanno sapere di aver sganciato 1.200 bombe su obiettivi iraniani e di aver richiamato 100mila riservisti. Ieri almeno otto persone sono rimaste uccise nell’impatto di un missile iraniano contro un edificio nel centro di Israele. Tre, finora, le vittime statunitensi nell’operazione.

Il giallo Ahmadinejad e lo scontro diplomatico

Resta il mistero sulla sorte dell’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad: la sua morte è stata annunciata e poi smentita in poche ore, alimentando confusione e tensione interna.

Il presidente americano Donald Trump sostiene che “48 leader iraniani” sarebbero stati eliminati “in un colpo solo” e parla di possibili colloqui con una “nuova leadership” su richiesta di Teheran. Una versione smentita dal capo della sicurezza iraniana Ali Larijani, secondo cui l’Iran “non negozierà” con Washington. Trump ipotizza che il conflitto possa durare quattro settimane. Intanto, mentre nelle strade di Teheran si moltiplicano le manifestazioni di chi sogna la fine del regime, fonti ufficiali iraniane annunciano che la nuova Guida Suprema della teocrazia verrà nominata entro uno o due giorni.

Hormuz paralizzato, petrolio in volo

Le conseguenze si estendono ben oltre il campo di battaglia. Centinaia di petroliere e navi cariche di gas naturale liquefatto risultano bloccate nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per l’energia mondiale. Le quotazioni del greggio schizzano nei mercati asiatici: il Brent apre con un balzo del 13%, attestandosi a 82,20 dollari al barile rispetto ai 72,87 di venerdì.

L’OPEC+ ha annunciato un aumento della produzione superiore alle attese, 206mila barili al giorno ad aprile, ma secondo diversi analisti la misura non sarebbe sufficiente a compensare eventuali interruzioni prolungate.

Sul fronte geopolitico, Vladimir Putin parla di “cinico assassinio” contro la morale e il diritto internazionale, in linea con la posizione di Xi Jinping. L’Unione europea ha riunito i ministri degli Esteri e valuta possibili ripercussioni e contromisure.

Caos anche nei cieli: migliaia di voli cancellati o dirottati, con migliaia di passeggeri bloccati negli aeroporti del Golfo.

Italia, polemiche su Crosetto e task force

In questo scenario si inserisce la vicenda italiana. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, bloccato a Dubai al momento dell’attacco, è rientrato in Italia con un aereo militare, ma senza la famiglia. Il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione chiedendo le sue dimissioni. Il ministro respinge le accuse parlando di polemiche “assurde”.

Il titolare della Farnesina Antonio Tajani annuncia la creazione di una Task Force Golfo per assistere le migliaia di connazionali bloccati nella regione. Oggi è prevista un’informativa in Senato. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha aggiornato il capo dello Stato Sergio Mattarella sugli sviluppi della crisi e sui contatti internazionali in corso. Il Medio Oriente resta sull’orlo di un conflitto regionale su larga scala. E il mondo osserva con il fiato sospeso.