Il nome di Julio Iglesias, il cantante spagnolo di maggior successo di sempre e uno degli artisti europei più conosciuti al mondo, è al centro di accuse pesantissime di violenza sessuale. Due donne, protette dall’anonimato, raccontano abusi e molestie in una lunga inchiesta durata quasi tre anni, realizzata dal quotidiano elDiario.es in collaborazione con Univision Noticias. Nel giro di poche ore, il caso ha spaccato l’opinione pubblica spagnola ed è diventato anche terreno di scontro politico. Le accusatrici sono una ex collaboratrice domestica e una fisioterapista che hanno lavorato per Iglesias nel 2021, quando l’artista aveva 77 anni, nelle sue residenze tra Repubblica Dominicana e Bahamas. Entrambe parlano di un contesto dominato da controllo, paura e vessazioni. La domestica, allora ventiduenne, racconta di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali quasi ogni sera, convocata nella stanza del cantante al termine della giornata lavorativa. In diversi casi, sostiene, agli incontri avrebbe partecipato un’altra dipendente con un ruolo gerarchicamente superiore.
Il silenzio del cantante
Una seconda donna, ex fisioterapista del cantante, denuncia baci e palpeggiamenti subiti contro la propria volontà. A fronte di queste accuse, né Iglesias né i suoi legali hanno rilasciato dichiarazioni. Un silenzio che contrasta con il clamore suscitato dalle rivelazioni e con le prese di posizione che si moltiplicano nel mondo politico e istituzionale. Dopo le denunce presentate il 5 gennaio, la Procura spagnola ha aperto un’indagine preliminare penale, passaggio che precede l’eventuale formalizzazione di un’inchiesta vera e propria. In Spagna il caso domina il dibattito pubblico, alimentato dalla notorietà dell’artista e dalla gravità delle accuse.
Il fronte politico
La portavoce del governo, Elma Saiz, ha ribadito l’impegno dell’esecutivo nella lotta contro ogni forma di violenza sulle donne, richiamando la necessità di non negare il fenomeno. La ministra della Parità, Ana Redondo, ha sottolineato che senza consenso si configura un’aggressione. Sul piano locale, Más Madrid e il Partito Socialista hanno chiesto alla presidente della Comunità di Madrid Isabel Díaz Ayuso di revocare la Medaglia d’Oro conferita al cantante. Ayuso ha respinto la richiesta, difendendo Iglesias e denunciando, a sua volta, strumentalizzazioni politiche. Di segno opposto le parole della vicepresidente seconda del governo Yolanda Díaz, che ha definito «agghiaccianti» le testimonianze e ha parlato di una struttura di potere fondata su abusi sistematici. Le conseguenze investono anche il mondo editoriale. La casa editrice Libros del Asteroide ha annunciato l’aggiornamento della biografia recentemente pubblicata su Iglesias, esprimendo sgomento per le nuove informazioni e solidarietà alle vittime. Un gesto che segnala come il caso stia già incidendo sull’eredità pubblica e culturale di un’icona della musica internazionale.
