Iran, Time: "In due giorni oltre 30 mila morti nelle strade"

La rivelazione della rivista americana. Fonti del ministero della Salute parlano di collasso dei soc

iran time in due giorni oltre 30 mila morti nelle strade

Secondo due alti funzionari iraniani citati da Time, l’8 e il 9 gennaio le vittime sarebbero state decine di migliaia. Sacchi per cadaveri esauriti e ambulanze sostituite da camion

Le accuse pubblicate dalla rivista. Un bilancio drammatico, senza precedenti, emerge da un’inchiesta pubblicata dalla Time. Secondo la rivista statunitense, che cita due alti funzionari del ministero della Salute iraniano coperti da anonimato, nelle sole giornate di giovedì 8 e venerdì 9 gennaio potrebbero essere state uccise nelle strade dell’Iran oltre 30 mila persone. Un numero che, se confermato, segnerebbe uno dei più gravi massacri della storia recente del Paese.

Il collasso del sistema di emergenza

Le fonti interne al ministero parlano di una situazione fuori controllo. In quelle 48 ore, riferisce Time, le scorte di sacchi per cadaveri sarebbero andate completamente esaurite, costringendo le autorità sanitarie a soluzioni di fortuna. Anche il sistema di soccorso avrebbe ceduto sotto il peso dell’emergenza: le ambulanze non sarebbero più state sufficienti e, in molti casi, sarebbero state sostituite da autoarticolati a diciotto ruote per il trasporto dei corpi.

Silenzio ufficiale e censura

Dal governo di Iran non è arrivata alcuna conferma ufficiale. Le autorità continuano a mantenere il massimo riserbo sugli eventi di inizio gennaio, mentre le comunicazioni interne e le informazioni verso l’estero restano fortemente limitate. Una strategia che, secondo osservatori internazionali, renderebbe estremamente difficile verificare in modo indipendente quanto accaduto.

Un bilancio ancora incerto

Time sottolinea come le cifre riportate siano da considerare stime basate su testimonianze dirette e dati sanitari interni, non verificabili in modo autonomo. Tuttavia, il racconto del collasso logistico e sanitario rafforzerebbe l’ipotesi di un numero di vittime di proporzioni eccezionali, ben superiore a quello ammesso finora dalle autorità iraniane.

L’attenzione della comunità internazionale

Le rivelazioni hanno riacceso l’attenzione di organizzazioni per i diritti umani e governi occidentali, che chiedono l’apertura di indagini internazionali indipendenti. In assenza di accesso diretto ai luoghi e ai dati ufficiali, il rischio, avvertono gli analisti, è che una tragedia di dimensioni storiche resti confinata a testimonianze frammentarie e a ricostruzioni giornalistiche.