Il ritrovamento dopo mesi di ricerche. L’esercito israeliano ha recuperato il corpo del sergente maggiore Ran Gvili, ultimo ostaggio israeliano rimasto nella Striscia di Gaza. L’operazione, condotta dall’Israel Defense Forces, ha portato all’esame di circa 250 salme nel cimitero musulmano situato nella parte orientale di Gaza City, dove alla fine è stato individuato il corpo del giovane.
Le informazioni di intelligence
Secondo quanto riferito dall’esercito, l’ipotesi che Gvili fosse stato sepolto in quel cimitero era nota da tempo agli apparati di intelligence. Il quadro si è però chiarito solo negli ultimi giorni, grazie a nuove operazioni informative e a indicazioni confermate da Hamas attraverso mediatori. A quel punto è scattata l’operazione di ricerca, avviata nel fine settimana lungo il lato israeliano della Linea Gialla.
La conferma ufficiale
La notizia del recupero è stata resa pubblica oggi dall’Idf ed è stata rilanciata anche dal Times of Israel. Secondo la ricostruzione, il corpo del militare era stato sepolto nel cimitero dagli uomini di Hamas dopo il rapimento avvenuto durante l’attacco del 7 ottobre 2023.
Il profilo di Ran Gvili
Gvili, 24 anni, era in malattia il giorno dell’assalto perché in attesa di un intervento chirurgico alla spalla. Nonostante ciò, come ha raccontato la famiglia, aveva deciso di uscire di casa armato per affrontare i militanti palestinesi infiltrati in Israele. Nel gennaio 2024 le autorità israeliane avevano informato i genitori che il giovane era stato ucciso lo stesso giorno dell’attacco e che il suo corpo era stato portato a Gaza per essere utilizzato come ostaggio Con il recupero di Ran Gvili si chiude, per Israele, il capitolo degli ostaggi trattenuti nella Striscia dopo l’attacco del 7 ottobre. Un epilogo che arriva dopo mesi di incertezze, negoziati indiretti e attività di intelligence, e che restituisce alla famiglia la possibilità di dare sepoltura al giovane poliziotto.
