Ucraina, «Kiev recupera terreno». Voci su un contrattacco

Fonti Afp parlano di 200 km² ripresi. Mosca nega. Guerra di droni e blackout di comunicazioni

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Tra avanzate nella “zona grigia” e battaglia tecnologica, il fronte resta fluido. Kiev rivendica 35mila russi uccisi a gennaio, il Cremlino smentisce

Avanzate nella “zona grigia”. «L’Ucraina sta recuperando terreno». La notizia rimbalza da giorni tra analisti e blogger militari di entrambi i fronti. Secondo l’Afp, sulla base di dati dell’Institute for the Study of War, Kiev avrebbe riconquistato fino a 200 chilometri quadrati tra mercoledì e domenica scorsi, soprattutto nel settore sud-orientale. Si tratterebbe però di progressi nella cosiddetta “zona grigia”, aree contese dove nessuna delle due parti esercita un controllo stabile. Le informazioni restano difficili da verificare in modo indipendente, mentre le rispettive propagande contribuiscono ad alimentare ambiguità e smentite.

La guerra dei droni

A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa, il conflitto è sempre più dominato dai droni. Secondo fonti militari citate sul campo, fino all’80% delle perdite nei due eserciti sarebbe ormai attribuibile a questi sistemi senza pilota. Sono i droni, spiegano ufficiali ucraini della 157ª brigata meccanizzata impegnata nel nord del Paese, a permettere di colpire retrovie e linee logistiche nemiche, ma anche a difendere le proprie postazioni dagli attacchi russi. È una corsa tecnologica fatta di batterie più potenti, materiali più leggeri e maggiore autonomia operativa. «Costruiamo droni capaci di volare più a lungo per attaccare le retrovie», raccontano dal fronte, mentre Mosca investe su leghe leggere e sistemi di disturbo elettronico.

Le cifre e le smentite

Il ministero della Difesa di Ucraina ha parlato di 35mila soldati russi uccisi nel solo mese di gennaio. Numeri che il Cremlino respinge come propaganda. Come spesso accade, le cifre sulle perdite restano terreno di scontro politico prima ancora che militare. Sul piano operativo, emergono anche segnalazioni di difficoltà nelle comunicazioni tra le truppe russe, con interruzioni nell’uso di piattaforme come Starlink e Telegram in alcune aree del fronte, circostanza che potrebbe aver inciso sulla coordinazione delle unità avanzate. Anche in questo caso, le informazioni restano frammentarie.

Un fronte fluido

Il quadro complessivo resta incerto. Le avanzate, se confermate, non rappresenterebbero ancora una svolta strategica ma segnali di un fronte mobile, dove piccoli guadagni territoriali possono avere un forte impatto simbolico. La guerra in Ucraina continua così a muoversi tra annunci, smentite e battaglie tecnologiche, in un conflitto che appare sempre più definito dalla capacità di innovare sul campo e di controllare le informazioni, oltre che il territorio.