Hawaii, alluvioni devastanti a Oahu: danni per oltre 1 miliardo

Le piogge torrenziali travolgono l’isola: centinaia di case distrutte

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Le peggiori alluvioni alle Hawaii dal 2004 colpiscono Oahu: case spazzate via, auto trascinate dall’acqua e oltre 230 persone salvate. Danni stimati oltre 1 miliardo di dollari mentre continua l’allerta

Le violente piogge che hanno colpito le Hawaii negli ultimi giorni hanno provocato le peggiori inondazioni degli ultimi vent’anni, con l’isola di Oahu tra le più colpite. Interi quartieri sono stati travolti dall’acqua, che ha sollevato abitazioni dalle fondamenta e trasformato le strade in veri e propri fiumi di fango vulcanico rossastro.

Secondo le autorità locali, centinaia di abitazioni hanno subito danni significativi insieme a scuole, infrastrutture e persino un ospedale. Nonostante la gravità della situazione, non si registrano vittime, ma oltre 230 persone sono state tratte in salvo durante le operazioni di emergenza.

Strade come fiumi, residenti intrappolati

Sulla North Shore di Oahu, famosa per il surf, le acque sono salite rapidamente durante la notte tra giovedì e venerdì, cogliendo di sorpresa i residenti. Alcuni sono stati costretti a rifugiarsi sui tetti o a fuggire utilizzando tavole da surf, mentre il livello dell’acqua raggiungeva il petto. A Manoa, nei pressi di Honolulu, un’intera strada si è trasformata in un fiume in pochi minuti dopo un violento nubifragio. I livelli dei corsi d’acqua sono aumentati rapidamente a causa del terreno già saturo, incapace di assorbire ulteriori precipitazioni.

Danni enormi e allarme infrastrutture

Il governatore delle Hawaii, Josh Green, ha stimato danni complessivi superiori al miliardo di dollari, includendo aeroporti, strade, abitazioni e strutture sanitarie. Anche il settore agricolo ha subito perdite pesanti, con milioni di dollari di colture distrutte. Grande preoccupazione anche per la diga di Wahiawa, una struttura vecchia oltre un secolo considerata a rischio. Durante l’emergenza si è temuto un possibile cedimento, che avrebbe potuto causare conseguenze catastrofiche. L’allarme è rientrato con il calo delle acque, ma restano dubbi sulla sicurezza futura.

Fango rosso e ricostruzione difficile

Uno degli aspetti più critici dell’emergenza è il fango vulcanico che ha invaso case e strade. Denso e ricco di ferro, macchia superfici e rende estremamente difficili le operazioni di pulizia. In alcune aree, i residenti devono attraversare strati di fango alti fino alle ginocchia per raggiungere le proprie abitazioni. Nonostante le difficoltà, centinaia di volontari provenienti da tutta l’isola si sono mobilitati per aiutare le comunità colpite, rimuovendo detriti e sostenendo le famiglie sfollate.

Allerta meteo e cambiamento climatico

Il National Weather Service segnala un possibile miglioramento delle condizioni, ma alcune aree restano sotto osservazione per rischio di nuove inondazioni improvvise. Le piogge intense sono state generate da sistemi invernali noti come “Kona lows”, già responsabili di eventi simili in passato. Secondo gli esperti, la crescente frequenza e intensità di questi fenomeni è legata al cambiamento climatico di origine umana, che sta rendendo sempre più vulnerabili le isole del Pacifico.