Maldive, «Immersione oltre i limiti e senza autorizzazione nave madre»

Le autorità aprono un’inchiesta sulla tragedia nella grotta di Alimathaa

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Sale a sei il bilancio delle vittime dopo la morte di un sommozzatore militare impegnato nelle ricerche dei quattro italiani dispersi. Le Maldive indagano sulla profondità dell’immersione e sulle autorizzazioni del gruppo

L’inchiesta del governo maldiviano. Il governo di Malé ha aperto un’indagine ufficiale per chiarire perché il gruppo italiano abbia effettuato un’immersione oltre i limiti consentiti dalla normativa locale. Alle Maldive le immersioni ricreative non possono superare i 30 metri di profondità senza autorizzazioni tecniche specifiche. La grotta di Thinwana Kandu, nota come “grotta degli squali”, arriva invece oltre i 60 metri.

Le autorità stanno verificando certificazioni, attrezzature utilizzate e piano di immersione. Intanto il ministero del Turismo ha sospeso a tempo indeterminato la licenza della safari boat “Duke of York”, da cui era partita l’escursione subacquea organizzata dalla compagnia italiana Albatros.

Intanto, si aggrava il bilancio della tragedia avvenuta nelle grotte di Alimathaa, nell’atollo di Vaavu, alle Maldive. Durante le operazioni di ricerca dei quattro sub italiani ancora dispersi è morto anche il sergente maggiore Mohamed Mahudhee, esperto sommozzatore delle forze armate maldiviane. Il militare è stato colpito da una grave sindrome da decompressione dopo essersi immerso oltre i limiti operativi previsti per i soccorritori locali.

Le vittime italiane ancora disperse sono la professoressa Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal e i ricercatori Muriel Oddenino e Federico Gualtieri. Giovedì era già stato recuperato il corpo senza vita di Gianluca Benedetti, trovato nella prima camera della grotta senza più ossigeno.

Le polemiche sui soccorsi

La morte del sub maldiviano ha aperto un duro dibattito nel Paese. L’ex presidente Mohamed Nasheed, oggi leader dell’opposizione, ha accusato le autorità di avere esposto i soccorritori a rischi eccessivi. Secondo Nasheed, i sommozzatori militari sarebbero addestrati per operare fino a 50 metri e non avrebbero dovuto spingersi oltre. Da Roma, i ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto hanno inviato messaggi di cordoglio alla famiglia del militare morto durante le ricerche.

L’ipotesi dell’errore fatale

Tra le guide subacquee di Hulhumalé prevale la convinzione che la tragedia sia stata provocata da una concatenazione di errori. Le immersioni nelle grotte vengono considerate particolarmente rischiose, soprattutto verso sera, quando correnti e visibilità possono peggiorare rapidamente. Secondo alcuni operatori locali, il gruppo sarebbe stato troppo numeroso per affrontare una cavità così stretta e profonda. L’ipotesi è che uno dei sub abbia avuto un problema tecnico o respiratorio, trascinando gli altri nel tentativo di soccorso fino all’esaurimento dell’aria disponibile.

Le nuove ricerche

Da domenica 17 maggio si unirà alle operazioni anche una squadra finlandese specializzata in recuperi subacquei profondi, inviata da Dan Europe, assicurazione internazionale dedicata alle attività di diving. Il team proverà a raggiungere la terza camera della grotta, dove si ritiene possano trovarsi i quattro dispersi.