Daniel Siad trovato morto, era indagato nel filone Epstein

Il reclutatore di modelle è stato rinvenuto senza vita nella sua casa vicino Parigi

daniel siad trovato morto era indagato nel filone epstein

Aperta un’indagine sulle cause della morte del sessantanovenne. Il suo nome ricorre migliaia di volte nei documenti Epstein. Cinque donne lo avevano denunciato per violenza sessuale e tratta

Daniel Siad, agente e reclutatore di modelle sospettato di avere procurato giovani donne a Jeffrey Epstein, è stato trovato morto nella sua abitazione di Colombes, nel dipartimento francese degli Hauts-de-Seine. Aveva 69 anni.

Il corpo è stato scoperto lunedì da una donna di 28 anni che viveva con lui. Siad era privo di sensi nella cucina dell’appartamento. Un vicino ha avviato le manovre di rianimazione, proseguite dai soccorritori, ma ogni tentativo si è rivelato inutile. Le cause del decesso non sono state ancora rese note e le autorità francesi hanno aperto un’indagine per ricostruire le circostanze della morte.

Il nome nei documenti Epstein

Nato in Algeria e naturalizzato svedese e francese, Siad lavorava da decenni nel settore della moda. Il suo nome era emerso con particolare evidenza nei documenti resi pubblici sul sistema di relazioni costruito da Epstein, il finanziere statunitense morto in carcere a New York nel 2019 mentre era detenuto con accuse federali di traffico sessuale di minorenni.

Siad comparirebbe oltre duemila volte nei cosiddetti Epstein files. Le comunicazioni acquisite mostrerebbero un rapporto prolungato per più di dieci anni, fatto di fotografie, informazioni personali e segnalazioni di giovani aspiranti modelle individuate in diversi Paesi.

Secondo le ricostruzioni giornalistiche basate sui documenti statunitensi, Siad avrebbe svolto attività di scouting in Europa, Asia e America Latina, inviando a Epstein profili e immagini di ragazze, alcune delle quali minorenni. Il finanziere avrebbe seguito direttamente la selezione, pur non ricoprendo alcun ruolo ufficiale in un’agenzia di moda.

I rapporti con Brunel e il mondo della moda

Il reclutatore lavorava anche per esponenti di primo piano del settore, tra i quali Jean-Luc Brunel e Gérald Marie. Brunel, collaboratore molto vicino a Epstein, aveva fondato l’agenzia MC2 Model Management con il sostegno economico del finanziere americano.

Brunel era stato arrestato in Francia nel 2020 nell’ambito di un’indagine per violenze sessuali e tratta. È morto in carcere nel febbraio 2022 prima che le accuse potessero essere valutate in un processo definitivo.

La documentazione esaminata dagli investigatori descriverebbe Siad anche come un intermediario logistico. Oltre a individuare giovani donne, avrebbe organizzato soggiorni, spostamenti e incontri, presentando le occasioni come opportunità professionali nel mondo della moda. La sua attività si sarebbe estesa anche alla Spagna, con Barcellona utilizzata come punto operativo per contatti e trasferimenti.

Le cinque denunce

Al momento della morte, contro Siad risultavano depositate denunce da parte di cinque donne per ipotesi di violenza sessuale e tratta di esseri umani. Una delle accusatrici aveva raccontato di essere entrata nell’ambiente di Epstein attraverso una proposta lavorativa legata alla moda.

Tra le persone che avevano presentato denuncia figurava anche una donna svedese, che sosteneva di avere riconosciuto Siad nei documenti pubblicati sul caso Epstein e lo accusava di una violenza risalente agli anni Novanta. Le autorità francesi stavano riesaminando questi elementi nell’ambito delle nuove indagini avviate dopo la diffusione di milioni di documenti statunitensi.

Siad aveva sempre respinto le contestazioni. Aveva sostenuto che le presentazioni e i trasferimenti organizzati rientrassero in normali attività professionali e aveva dichiarato la propria disponibilità a collaborare con gli investigatori. Le accuse non avevano prodotto una condanna e la sua responsabilità penale non era stata accertata.

L’indagine francese sul network

La pubblicazione degli archivi americani aveva spinto la Procura di Parigi a rafforzare gli accertamenti sui collegamenti francesi del sistema Epstein. Un gruppo di magistrati era stato incaricato di esaminare le nuove piste relative a possibili episodi di tratta, violenza sessuale e reati finanziari.

Il materiale comprende milioni di pagine, messaggi di posta elettronica, fotografie, elenchi di contatti e documenti di viaggio. La presenza frequente del nome di una persona negli archivi non dimostra di per sé una responsabilità criminale, ma nel caso di Siad le comunicazioni erano state messe in relazione con testimonianze e denunce specifiche.

La morte interrompe la possibilità di accertare in un eventuale processo la fondatezza delle contestazioni formulate direttamente contro di lui. Gli investigatori potranno però continuare a esaminare i suoi contatti, i dispositivi e la documentazione già acquisita per ricostruire il funzionamento della rete e individuare eventuali responsabilità di altre persone.

Le cause del decesso ancora da chiarire

Gli inquirenti francesi dovranno ora stabilire se la morte sia riconducibile a cause naturali, a un gesto volontario o ad altre circostanze. Al momento non sono stati comunicati elementi che consentano di formulare una conclusione. Gli accertamenti medico-legali e l’analisi dell’abitazione saranno determinanti per chiarire il decesso. Parallelamente, resta aperto il più ampio lavoro giudiziario sui rapporti francesi ed europei di Epstein e sull’utilizzo del settore della moda come possibile canale per avvicinare giovani donne vulnerabili.