Vandalizzata la Madonna di Medjugorje, incendiato l’altare

Statue imbrattate e messaggi contro i veggenti. La polizia indaga sull’assalto notturno

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Una scritta in polacco accusa i protagonisti delle apparizioni di essere impostori. Vernice nera sui simboli mariani e fiamme presso l’altare esterno della chiesa di San Giacomo

Un raid contro alcuni dei luoghi più simbolici di Medjugorje ha sconvolto il centro di pellegrinaggio della Bosnia-Erzegovina. Nella notte tra lunedì 27 e martedì 28 luglio sono state imbrattate con vernice nera le statue della Madonna sulla Collina delle Apparizioni, conosciuta come Podbrdo, e presso la Croce Blu. Un incendio è stato inoltre appiccato all’altare esterno della chiesa di San Giacomo.

Le fiamme sono state rapidamente domate, evitando conseguenze più gravi. La polizia ha avviato gli accertamenti e sta esaminando le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza. Un filmato mostrerebbe un uomo versare del liquido infiammabile e dare fuoco alla struttura collocata dietro la chiesa.

Le statue ricoperte di vernice nera

Il volto, le mani e parte dell’abito della statua della Vergine sul Podbrdo sono stati coperti di nero. Sul basamento è comparsa la frase in inglese “Devil in a skirt”, traducibile come “diavolo in gonnella”. In un altro punto è stata tracciata la parola “Evil”, “male”.

Gli atti vandalici avrebbero interessato anche il santuario della Croce Blu e altre aree di preghiera frequentate quotidianamente da fedeli e pellegrini. La prima segnalazione alle forze dell’ordine sarebbe arrivata intorno alle 4.30 del mattino, seguita poco dopo dall’allarme per l’incendio.

Il messaggio scritto in polacco

Nei pressi dei luoghi danneggiati è stato trovato anche uno striscione con i nomi dei veggenti e alcune frasi in lingua polacca. Il testo li definiva impostori e sosteneva che l’autore fosse in possesso di prove contro di loro.

Altri messaggi contestavano apertamente le apparizioni iniziate nel giugno del 1981, quando sei ragazzi del posto riferirono di avere visto la Vergine. La presenza delle scritte non consente però di stabilire la nazionalità o l’identità del responsabile. Gli investigatori non hanno ancora comunicato ufficialmente né il movente né il numero delle persone coinvolte.

L’appello del santuario

La parrocchia di Medjugorje ha condannato l’accaduto e invitato i fedeli a non rispondere con odio o desiderio di vendetta. Nel messaggio diffuso dopo il raid, la comunità religiosa ha chiesto di reagire attraverso la preghiera, il digiuno e il perdono, senza rinunciare a una netta condanna di ogni forma di violenza.

L’episodio si è verificato a pochi giorni dall’inizio del Mladifest, il Festival internazionale dei giovani in programma dal primo agosto, appuntamento che richiama nella località migliaia di pellegrini provenienti da diversi Paesi.

Il pronunciamento del Vaticano

Nel 2024 il Dicastero per la Dottrina della Fede ha autorizzato la devozione pubblica e i pellegrinaggi a Medjugorje, riconoscendo i frutti spirituali maturati nel corso degli anni. Il provvedimento non ha tuttavia dichiarato autentiche o di origine soprannaturale le presunte apparizioni.

La distinzione resta centrale: la Chiesa consente le attività pastorali legate al santuario, ma non impone ai fedeli di credere ai racconti dei veggenti. Proprio la controversia sulle apparizioni sembra essere al centro dei messaggi lasciati dall’autore dell’azione, anche se ogni collegamento dovrà essere verificato dagli investigatori.