Maldive, rissa tra sub a 20 metri di profondità: il video è virale

Una lite per un contatto tra pinne degenera in aggressione

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Violenta colluttazione durante un'immersione a Kuda Rah Thila. Un istruttore cinese denuncia di essere stato aggredito da tre subacquei. Le immagini fanno il giro del web, una guida viene sospesa e le autorità sono chiamate a indagare

Una normale immersione nelle acque cristalline delle Maldive si è trasformata in una pericolosa colluttazione a circa 18 metri di profondità. Protagonista della vicenda Xiao Du, istruttore subacqueo cinese che ha denunciato di essere stato aggredito da tre persone durante un'escursione nel sito di Kuda Rah Thila, nell'atollo di Ari Sud. La scena, ripresa in un video diffuso sui social network, mostra spinte, colpi di pinna e tentativi di afferrare l'attrezzatura respiratoria. Le immagini sono diventate virali, sollevando interrogativi sulla sicurezza durante le immersioni organizzate.

L'episodio risale alla mattina del 28 ottobre 2026, ma la vicenda è tornata al centro dell'attenzione internazionale dopo la diffusione del filmato e le successive richieste di chiarimento da parte degli operatori turistici locali. Secondo il racconto dell'istruttore, uno degli uomini coinvolti avrebbe addirittura tentato di strappargli la maschera e l'erogatore, mettendo potenzialmente a rischio la sua capacità di respirare sott'acqua.

La lite durante l'immersione nella barriera corallina

La colluttazione è avvenuta intorno alle 7.36 del mattino in uno dei siti subacquei più frequentati delle Maldive, conosciuto per la ricchezza della fauna marina e le spettacolari formazioni coralline.

Xiao Du si trovava in immersione insieme a un amico, entrambi ospiti di un'imbarcazione della flotta Maldives Legend. Secondo la sua ricostruzione, il punto di immersione era particolarmente affollato e diversi gruppi di subacquei si muovevano contemporaneamente in uno spazio ristretto.

La tensione sarebbe nata quando un altro sub, proveniente dal basso, lo avrebbe improvvisamente spinto, accompagnando il gesto con alcuni segnali delle mani. Mentre l'uomo si allontanava, le sue pinne avrebbero urtato l'istruttore cinese, che avrebbe reagito scostandole.

Un contatto apparentemente banale che, nel giro di pochi istanti, si sarebbe trasformato in uno scontro fisico.

Il tentativo di strappare maschera ed erogatore

Secondo la denuncia di Xiao Du, dopo il primo contatto sarebbe intervenuto un secondo uomo, indicato come una guida subacquea, che lo avrebbe afferrato per un braccio.

L'istruttore avrebbe cercato di liberarsi utilizzando le pinne per tenere a distanza l'altro subacqueo. Durante la colluttazione, uno degli uomini avrebbe tentato di rimuovergli la maschera e l'erogatore, il dispositivo che consente di respirare l'aria proveniente dalla bombola.

Un gesto particolarmente pericoloso a quella profondità. La perdita improvvisa dell'erogatore può provocare difficoltà respiratorie e panico, mentre la rimozione della maschera compromette la visibilità e può rendere più complicata la gestione dell'emergenza.

Alla scena si sarebbe aggiunto un terzo subacqueo, accerchiando di fatto l'istruttore. Xiao Du ha raccontato di essere riuscito a sottrarsi allo scontro grazie all'esperienza maturata durante gli anni di attività subacquea.

Il video e la protesta dopo il ritorno in superficie

Una volta terminata l'immersione, l'istruttore cinese e il suo compagno hanno chiesto spiegazioni agli altri partecipanti.

Le immagini diffuse online documentano anche il confronto successivo, con Xiao Du che protesta per quanto accaduto e denuncia il pericolo corso durante la colluttazione.

L'uomo ha sottolineato come un'aggressione da parte di tre persone, a diversi metri sotto la superficie, avrebbe potuto provocare conseguenze gravissime.

Il filmato ha rapidamente attirato l'attenzione degli appassionati di immersioni e degli operatori del settore, suscitando preoccupazione soprattutto per i tentativi di intervenire sull'attrezzatura respiratoria.

Non risultano feriti nelle prime ricostruzioni pubblicate, ma la gravità dei comportamenti denunciati ha spinto le società coinvolte ad avviare verifiche.

Una guida sospesa, chiesta un'indagine indipendente

La società Maldives Legend ha confermato che si è verificato un episodio di confronto fisico tra alcuni ospiti di una propria imbarcazione e personale riconducibile a un'altra barca da crociera subacquea, Infinity X.

L'accaduto è stato segnalato alle autorità competenti e almeno una guida subacquea è stata sospesa in seguito a una prima verifica interna. La sospensione non costituisce un accertamento definitivo delle responsabilità.

Sulla vicenda è intervenuta anche la National Boating Association of Maldives, l'associazione nazionale degli operatori nautici, che ha chiesto un'indagine imparziale.

L'organizzazione ha invitato la Polizia delle Maldive e il ministero del Turismo a chiarire la dinamica dell'accaduto, accertare le responsabilità individuali ed evitare accuse premature che possano danneggiare ingiustamente l'immagine dell'intero settore turistico.

Al momento, il racconto dettagliato dell'aggressione proviene principalmente dall'istruttore cinese e dovrà essere confrontato con le dichiarazioni degli altri partecipanti e con le immagini disponibili.

I rischi di una colluttazione durante un'immersione

La vicenda richiama l'attenzione su un aspetto fondamentale della sicurezza subacquea: sott'acqua anche un conflitto apparentemente banale può trasformarsi rapidamente in una situazione di emergenza.

A circa 18 metri di profondità, un subacqueo dipende dall'attrezzatura per respirare, mantenere l'assetto e gestire correttamente il ritorno in superficie. Movimenti bruschi, strattoni e interferenze con la maschera o l'erogatore possono compromettere queste operazioni.

Una risalita incontrollata, provocata dal panico, può inoltre aumentare il rischio di incidenti legati alle variazioni di pressione. Per questo le procedure di sicurezza prevedono che eventuali incomprensioni vengano gestite attraverso segnali e comportamenti controllati, evitando qualsiasi contatto aggressivo.

L'affollamento dei siti più conosciuti può rendere più frequenti gli urti accidentali, ma non giustifica reazioni violente o manovre che mettano in pericolo gli altri partecipanti.

Le Maldive e la sicurezza del turismo subacqueo

Le Maldive rappresentano una delle principali destinazioni mondiali per il turismo subacqueo. Ogni anno migliaia di appassionati raggiungono gli atolli dell'arcipelago per esplorare barriere coralline, pareti sommerse e siti popolati da squali, mante e numerose specie tropicali.

La presenza contemporanea di diversi gruppi richiede un'attenta organizzazione delle immersioni e il rispetto delle indicazioni delle guide.

Proprio per questo l'episodio di Kuda Rah Thila ha suscitato particolare attenzione tra gli operatori turistici. L'associazione nazionale del settore ha insistito sulla necessità di verificare i fatti senza generalizzazioni, distinguendo le eventuali responsabilità personali dalle condizioni di sicurezza normalmente garantite nelle escursioni.

Le verifiche dovranno chiarire anche il comportamento delle guide e l'eventuale rispetto delle procedure previste per la gestione dei gruppi.

Il filmato resta al centro degli accertamenti

Le immagini della colluttazione costituiscono uno degli elementi più importanti per ricostruire quanto accaduto. Il video mostra momenti dello scontro, ma non necessariamente tutte le circostanze che lo hanno preceduto.

Le autorità dovranno valutare le diverse testimonianze e stabilire se siano stati commessi comportamenti penalmente rilevanti.

Intanto la vicenda continua a circolare sui social, alimentando il confronto sulle responsabilità di chi accompagna i turisti durante attività potenzialmente rischiose. Quella che doveva essere un'immersione tra i fondali delle Maldive si è trasformata in un caso internazionale. E il tentativo denunciato di rimuovere un erogatore a quasi 20 metri di profondità resta l'aspetto più preoccupante di una colluttazione che avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi.