Brasile, Lula vince con il 51,79%. Bolsonaro contesta il voto, Trump lo sostiene

Il presidente conquista il quarto mandato dopo una rimonta storica. La destra chiede l'annullamento

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Lo sfidante denuncia irregolarità nella chiusura dei seggi, mentre Trump mette in dubbio il risultato. Il Brasile entra in una nuova fase di tensione politica

Il Brasile sceglie ancora Luiz Inácio Lula da Silva, ma il risultato delle elezioni presidenziali apre immediatamente uno scontro politico e istituzionale. Il presidente uscente ha conquistato il suo quarto mandato con il 51,79% dei voti validi, superando il 48,21% ottenuto da Flávio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro. Una vittoria maturata al termine di una rimonta che ha ribaltato gli equilibri del primo turno e che, anziché chiudere la competizione elettorale, ha provocato una nuova contrapposizione tra governo, opposizione e istituzioni.

Il candidato della destra ha rifiutato di riconoscere la sconfitta e ha annunciato un'azione legale per ottenere l'annullamento delle elezioni. A sostenerne le contestazioni è intervenuto anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha messo pubblicamente in discussione la regolarità del voto brasiliano.

La rimonta di Lula e la vittoria al ballottaggio

Il risultato definitivo certificato dal Tribunale Superiore Elettorale brasiliano assegna a Lula 64.256.232 voti, pari al 51,79% delle preferenze valide. Il distacco rispetto allo sfidante è di circa 4,4 milioni di voti, un margine significativo in una competizione caratterizzata da una forte polarizzazione.

Al primo turno, celebrato il 4 ottobre, Bolsonaro aveva preceduto il presidente uscente, alimentando le aspettative di un possibile ritorno della destra alla guida del Paese. Nelle settimane successive Lula ha però recuperato terreno grazie a una mobilitazione politica e sociale particolarmente intensa, soprattutto nelle regioni nordorientali, tradizionalmente vicine al Partito dei Lavoratori.

Determinante è stata anche la capacità della campagna presidenziale di raggiungere gli elettori attraverso i social network e le piattaforme di messaggistica. Il coinvolgimento dei giovani e degli elettori inizialmente rimasti lontani dalle urne ha contribuito a modificare gli equilibri del ballottaggio.

A San Paolo, dopo la conferma del risultato, migliaia di sostenitori hanno festeggiato lungo l'Avenida Paulista. Lula ha interpretato la vittoria come una conferma della fiducia nelle istituzioni democratiche e ha promesso di governare per l'intera popolazione brasiliana.

Bolsonaro non riconosce la sconfitta e chiede l'annullamento

La contestazione di Flávio Bolsonaro si concentra sulla decisione delle autorità elettorali di prolungare di due ore l'apertura dei seggi. Il provvedimento era stato adottato per consentire di votare anche agli elettori che avevano incontrato difficoltà negli spostamenti, in particolare a causa di problemi nei trasporti e delle condizioni meteorologiche.

Secondo Bolsonaro, la modifica degli orari avrebbe alterato le condizioni della competizione elettorale. Il candidato sconfitto ha accusato le istituzioni giudiziarie di aver cambiato le regole durante lo svolgimento delle votazioni, annunciando il ricorso ai propri legali.

La contestazione riguarda anche il ruolo del giudice Cristiano Zanin, già avvocato di Lula, coinvolto nella decisione contestata. La circostanza è stata richiamata dallo sfidante per sostenere le proprie accuse di parzialità.

Le autorità elettorali hanno tuttavia respinto l'ipotesi che la proroga abbia compromesso la regolarità dello scrutinio. Il presidente del Tribunale Superiore Elettorale, Kassio Nunes Marques, ha sostenuto che il prolungamento delle operazioni non ha alterato il conteggio dei voti. La misura, inoltre, era stata richiesta da entrambe le principali forze politiche, compreso il partito di Bolsonaro. Al momento, quindi, le accuse dello sfidante non costituiscono una prova di irregolarità tali da invalidare il risultato.

Trump interviene e lo scontro assume una dimensione internazionale

A rendere ancora più delicato il quadro politico è intervenuto Donald Trump, che durante la campagna elettorale aveva manifestato apertamente la propria vicinanza alla famiglia Bolsonaro.

Il presidente americano ha contestato la vittoria di Lula, sostenendo che il vantaggio iniziale dello sfidante avrebbe dovuto tradursi in un successo al ballottaggio. Le sue dichiarazioni hanno rafforzato politicamente la posizione della destra brasiliana, pur senza fornire elementi documentati a sostegno delle accuse di irregolarità.

La risposta di Lula è arrivata durante il discorso della vittoria. Il presidente ha rivendicato l'indipendenza nazionale e ha affermato che il Brasile non intende essere subordinato agli interessi di altre potenze.

Il confronto elettorale assume così una dimensione che supera i confini brasiliani. Il Paese rappresenta la maggiore economia dell'America Latina e occupa una posizione centrale negli equilibri diplomatici e commerciali del continente. Le relazioni con Washington, già attraversate da tensioni politiche ed economiche, potrebbero diventare uno dei principali terreni di confronto del nuovo mandato.

Il quarto mandato e la sfida di un Paese diviso

La rielezione consegna a Lula un risultato storico. Il leader progressista, che compie 81 anni il 27 ottobre, si prepara a iniziare il suo quarto mandato presidenziale, dopo aver governato il Paese dal 2003 al 2010 ed essere tornato alla presidenza nel 2023.

Il successo elettorale non cancella però le difficoltà che attendono il governo. Il nuovo Parlamento presenta equilibri favorevoli alle forze conservatrici e il Partito Liberale, riferimento politico della famiglia Bolsonaro, mantiene una presenza determinante nel Congresso.

Lula dovrà quindi cercare accordi parlamentari per realizzare il proprio programma, affrontando contemporaneamente questioni economiche e sociali che hanno pesato sulla campagna elettorale. Il costo della vita, la sicurezza pubblica, la distribuzione della ricchezza e la tutela dell'ambiente restano temi centrali per milioni di brasiliani.

La spaccatura politica emersa dalle urne rappresenta un ulteriore elemento di difficoltà. Una parte consistente dell'elettorato continua a riconoscersi nel bolsonarismo e la contestazione del risultato rischia di prolungare il clima di contrapposizione anche dopo la conclusione delle elezioni.

Il ricorso elettorale e il futuro della democrazia brasiliana

Il prossimo passaggio sarà quello giudiziario. L'opposizione intende chiedere l'annullamento delle elezioni, mentre le autorità competenti ribadiscono la validità del risultato proclamato.

La vicenda riporta al centro del dibattito brasiliano il rapporto tra competizione politica e riconoscimento delle istituzioni democratiche. Il precedente delle contestazioni seguite alla sconfitta di Jair Bolsonaro nel 2022 rende particolarmente sensibile ogni iniziativa che metta in discussione la legittimità del voto.

Per Lula la vittoria rappresenta una conferma politica importante, ma anche l'inizio di una legislatura complessa. Il presidente dovrà affrontare un'opposizione numerosa, una società profondamente divisa e rapporti internazionali segnati dal confronto con l'amministrazione americana.