Auto pirata a Napoli, Usb: "E' una vergogna dello Stato"

"Adesso basta, perchè tali tragedie sono il prodotto del sistema della precarietà"

auto pirata a napoli usb e una vergogna dello stato

"Questo assassinio, ci ricorda tanto quello avvenuto al lavoratore egiziano di Piacenza "

Napoli.  

"Ci giunge notizia che stamattina a Napoli durante il blocco stradale organizzato dai confederali un lavoratore sia deceduto e un altro sia stato ricoverato in condizioni gravi in ospedale. Un folle al volante di un auto (forse rubata) ha forzato il posto di blocco investendo i lavoratori." Così in una nota l'Usb, Federazione Provinciale Benevento.

"Questo assassinio, che ricorda tanto quello avvenuto al lavoratore egiziano di Piacenza durante il presidio e lo sciopero Usb dei lavoratori della Seam, ditta in appalto della GLS, .è la tragica conferma della insostenibile condizione che i lavoratori addetti alla pulizia e al decoro nelle scuole stanno vivendo da troppo tempo.

Ancora una volta infatti i lavoratori in appalto in questo momento sono a rischio riduzione oraria nonostante l’accordo del 28 marzo 2014 stipulato presso il Ministero del Lavoro e successivo accordo del 4 novembre 2016 stipulato a Palazzo Chigi a garanzia dei livelli occupazionali e retributivi dei lavoratori in oggetto.  Ancora una volta, nonostante accordi governativi, le aziende scaricano sui lavoratori i rischi di impresa minacciando riduzioni orarie e banca ore. 

Tutto ciò, per quanto ci riguarda, conferma il completo fallimento delle esternalizzazione dei servizi nelle scuole e rafforza la nostra piattaforma sindacale che rivendica per questa categoria di lavoratori una vera stabilizzazione basata sul riconoscimento del servizio prestato nelle scuole e l’assunzione ATA di tutti gli addetti attualmente dipendenti delle ditte/cooperative sugli 11.500 posti accantonati.

L’USB esprime solidarietà ai lavoratori coinvolti e condoglianze alla famiglia del lavoratore deceduto e dichiara di impegnarsi alla massima denuncia dell’accaduto: violenza, ricatti, minacce, assenza di diritti e di stabilità sono la norma inaccettabile in questo settore….

Adesso basta, perchè tali tragedie sono il prodotto del sistema della precarietà.... e chi ha responsabilità deve pagare. Non possono essere certamente i lavoratori che per difendere un loro diritto - il lavoro stabile e sicuro -  devono rimetterci la vita! E' una vergogna dello Stato italiano che continua, ostinatamente, a tenere in piedi questo sistema di prercarietà le cui condizioni di lavoro, talvolta,  rasenta la schiavitù."

Redazione Na