America’s Cup Napoli: New Zealand in mare, scatta il conto alla rovescia

I campioni di New Zealand testano il Golfo di Napoli. Manfredi: "Si parte"

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Tra i nodi di Bagnoli e i cantieri sul lungomare, corsa contro il tempo

Napoli.  

I foil degli AC40 neozelandesi che tagliano l’acqua del lungomare Caracciolo regalano la prima, vera cartolina sportiva della 38esima America’s Cup. Eppure, dietro lo spettacolo dei campioni in carica di Team Emirates New Zealand che sfrecciano nel Golfo, si muove una complessa macchina politica, amministrativa ed economica. I test in mare di questi giorni aprono ufficialmente la strada verso le pre-regate di settembre 2026, preludio della finalissima di luglio 2027. Ma se le condizioni meteo-marine incassano la promozione piena dei neozelandesi, la vera sfida per Napoli si gioca a terra, tra scadenze burocratiche e la gestione dei cantieri strategici.

Il fattore Bagnoli e l'asse Governo-Comune

L'attenzione degli osservatori si concentra inevitabilmente sulla logistica e sulle infrastrutture. Il Ceo di New Zealand, Grant Dalton, sceso in acqua insieme al sindaco Gaetano Manfredi, ha voluto blindare politicamente l’operazione ringraziando esplicitamente il Governo italiano e Sport e Salute. Al centro dell'accordo c'è la realizzazione della base del team a Bagnoli, un’area storicamente complessa e al centro di decennali dinamiche di bonifica. "Sarà una location perfetta, è un progetto pazzesco, credo unico nel suo genere in Europa", ha dichiarato Dalton.

Parole che suonano come un'attestazione di fiducia, ma che accendono i riflettori sulla gestione dei fondi e dei tempi di consegna di un'area da sempre cruciale per l'equilibrio politico locale e nazionale. Manfredi ha rassicurato i partner internazionali: "I tempi saranno rispettati, la colmata diventerà un grande parco a mare restituendo la balneabilità a Bagnoli".

Cronoprogramma cantieri: la mappa dei lavori pubblici

Il cronoprogramma è serratissimo, il margine di errore è ridotto a zero. Con l’arrivo imminente degli altri team internazionali, Palazzo San Giacomo è chiamato a monitorare tre fronti caldi:

La Villa Comunale: Destinata a ospitare il cuore pulsante del Villaggio della Coppa America. I primi due lotti dovranno essere tassativamente consegnati entro settembre, mentre il completamento definitivo è previsto per dicembre.

Il Lungomare: Il restyling dell'arteria principale della città dovrà concludersi entro il 30 novembre.

Castel dell'Ovo e Borgo Marinari: La fortezza millenaria dovrebbe riaprire a ottobre, mentre l'amministrazione sta studiando un piano straordinario per il rifacimento della pavimentazione e della raccolta acque del Borgo.

Tra scaramanzia e geopolitica sportiva

Non è mancato il colore locale, con il consueto dono da parte del sindaco Manfredi di un corno portafortuna a Grant Dalton. Dietro la diplomazia del folklore si nasconde però una prassi consolidata nei grandi eventi internazionali: la necessità di accreditare la città come hub globale affidabile.  "Dopo l'estate 2027 vedremo se ci sarà un'altra America's Cup a Napoli", ha glissato Dalton. La riconferma della città per le edizioni successive dipenderà interamente dalla capacità delle istituzioni locali di trasformare i proclami in opere pubbliche collaudate e trasparenti. Per ora la città risponde presente, ma i mesi che separano Napoli dal settembre 2026 saranno un esame a porte aperte per la governance della città.