di Siep
ore 19.56: Nuove stime per l'ora di rientro della stazione spaziale cinese Tiangong-1: al momento è prevista per le 2.39 (ora italiana) secondo l'Agenzia Spaziale Italiana e le 2.47 (sempre ora italiana) secondo il Joint Space Operations Center del comando strategico degli Stati Uniti.
La stima di rientro in atmosfera è soggetta a variazioni in funzione dell'evoluzione del flusso solare e tempeste geomagnetiche, e quindi non è detto che l'ora indicata resti poi quella effettiva.
La Protezione Civile non esclude di poter cancellare del tutto la possibilità che colpisca l'Italia.
ore 10.00: Nelle ultime ore brillerà come la stella Vega. Fino alla fine sarà impossibile sapere se e dove i suoi frammenti cadranno sulla Terra. L'Italia dall'Emilia in giù rientra comunque fra le zone "non escluse".
Tiangong 1 in caduta libera, in rotta di collisione con la Terra. Slitta l'orario di previsione dell'impatto a 34 minuti dopo ora italiana. La corsa di Tiangong 1 verso la Terra è stata rallentata anche dall'attività del Sole, che in questo momento, spiegano i tecnici, è «molto tranquilla». Ma restano le fasce di incertezza, che potrebbero ritoccare l'orario reale facendo slittarein avanti o anticipare l'arrivo. Nel caso raggiungesse l'Italia, ad esempio, l'impatto avverrebbe più tardi, tra le 4.25 e le 9.32. Cambia anche la mappa di città e regioni che, nel caso, potrebbero essere toccate dalla discesa incontrollata della stazione spaziale cinese (Palazzo celeste, tradotto il nome in italiano).
Insomma, il satellite sta ruzzolando facendo slittare traiettorie e orari di impatto.
La Tiangong1 è una sorta di cilindro lungo 10,5 metri, ha un diametro di circa tre metri e due pannelli solari delle dimensioni di sette metri per tre; al momento del lancio pesava otto tonnellate e mezzo e ha ancora a bordo 3,5 quintali di propellente. Non è fra i veicoli spaziali più grandi, rispetto ad altri che in passato hanno subito lo stesso destino; se di sicuro nell'impatto con l'atmosfera andrà in pezzi, è possibile che alcuni frammenti possano arrivare a terra, ad esempio quelli costruiti con materiali più robusti come il titanio.
Le previsioni sono comunque soggette a continui aggiornamenti. La probabilità che uno o più frammenti colpiscano l'Italia sono dello 0,2%. Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna le regioni potenzialmente interessate.
«Ci conforta il periodo temporale di passaggio sul territorio. Essendo in orari notturni, è molto più semplice stare in casa», sottolinea Borrelli con riferimento ai potenziali rischi per i cittadini. Il consiglio, in caso di caduta proprio sull'Italia, è di mettersi al riparo ai piani più bassi degli edifici e di non toccare i frammenti, che «possono contenere idrazina - ricorda il capo della Protezione civile -, una molecola propellente di origine chimica che serviva ad alimentare il satellite».
Gli aggiornamenti sono continui, una cosa è certa: visto che la collisione se accadesse potrebbe avvenire di notte è meglio per i cittadini che comunque, sono più in casa che fuori.
