Muore dopo la disco.Un padre:poteva essere figlio di tutti noi

Il dramma di Nico Marra

"Stavolta è capitato a Nico, domani chissà, perchè Nico poteva essere il figlio di noi tutti".

Così, un padre, Luigi, in una lettera aperta pubblicata sul Mattino e condivisa da Francesca sul suo profilo Facebook, la madre di Nico Marra morto così tragicamente una notte di spensierata festa e vacanza.

L'uomo, come annotato nel lungo post condiviso sul social anche dalla signora Marra Incisetto, affronta la vicenda della morte di Nicola Marra, il giovane napoletano di 20 anni scomparso tra sabato e domenica scorsi, dopo una notte trascorsa in discoteca a Positano (Salerno), e trovato senza vita in un vallone della località turistica della costiera amalfitana.

I funerali del giovane si stanno svolgendo dalle 15 di questo pomeriggio nella chiesa di Santa Caterina a Chiaia. Presenti alla funzione i familiari e tutti gli amici e le persone care che hanno voluto dare un ultimo saluto a Nicola.

Nico è morto a soli venti anni in una notte di spensierata allegria, dopo la disco, precipitato per un tragico incidente in un profondo vallone.

"Questa drammatica Pasqua", aggiunge, non la dimenticheranno i "genitori dei suoi amici, sonnambuli delle notti, in perenne attesa di un messaggio quando vanamente tentiamo di connetterci ad una linea telefonica che non ha mai campo". "Noi genitori - aggiunge - incapaci di resistere alla travolgente vitalità dei nostri figli, alla loro impazienza e voglia di esserci sempre, ad ogni festa". Secondo Tuccillo "non possiamo rassegnarci ad assistere a questa roulette russa, che mette a rischio la vita dei nostri figli. (...) Presto si chiariranno anche le cause immediate della morte di questo ragazzo, ma non ci saranno risposte alle nostre domande. Aveva bevuto un po’ troppo? Lo fanno tutti i nostri figli. (...) Ci resta, per sperare che qualcosa cambi e che un giorno escano per divertirsi a ballare senza sballo, soltanto l’esempio e l’amara favola di Nico,il ricordo della tragica fine del meraviglioso amico, uno di loro.” Parole che hanno scatenato condivisioni a catena di chi, come tutti i genitoi, condivide ansie e paure, nelle lunghe notti dei giovani contemporanei.

Siep