«Il 2018 si sta confermando come un anno particolarmente difficile sul fronte della sicurezza sul lavoro. Le cronache delle ultime settimane sono state costellate di episodi drammatici e ora anche le statistiche ufficiali dell’Inail arrivano a confermare la gravità del momento.
Prendendo in considerazione i mesi di gennaio e febbraio, non si registrano miglioramenti sensibili riguardo agli incidenti mortali rispetto allo stesso periodo del 2017, quando però si verificò la doppia tragedia abruzzese di Rigopiano e Campo Felice, mentre è emerso un preoccupante incremento delle denunce di malattie professionali: sono salite a 9.936 a fronte delle 9.010 dei primi due mesi dell’anno scorso, con un balzo di oltre il 10%».
Lo dichiara Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA, azienda specializzata nella sicurezza sui luoghi di lavoro.
«Viene da pensare che l’accentramento di competenze seguito alla creazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro non abbia prodotto fin qui risultati rilevanti. Anzi, il fatto che sul nuovo soggetto sia stata dirottata una parte consistente delle risorse in precedenza destinate a sostenere le attività di controllo dell’Inail ha finito con il penalizzare proprio quest’ultimo. A tal proposito le denunce di vari esponenti sindacali sono state tanto chiare quanto inascoltate. Al pari di quelle che stigmatizzavano un appesantimento burocratico ingiustificabile in un settore in cui la tempestività di un intervento può significare salvare la vita a uno o più lavoratori.
Vale anche la pena sottolineare come, in questo scorcio di 2018, il più consistente incremento di malattie professionali si sia verificato nel Mezzogiorno (+26%), dove una crisi economica tutt’altro che alle spalle si è innestata su una cultura della sicurezza sul lavoro spesso carente o addirittura assente. Senza dimenticare – conclude Simoncini – che parliamo anche di regioni in cui è più marcato il fenomeno dell’economia sommersa, che sfugge a qualsiasi rilevazione statistica ufficiale».
