Un posto al sole, è morto Antonio Pennarella.Il dolore dei fan

Era il cattivo della tv. Molte interpretazioni lo avevano consacrato al successo

I suoi funerali si terranno domani alle 11 a Napoli, nella chiesa di via porta San Gennaro.

Napoli.  


di Siep


E' morto l'attore Antonio Pennarella. Aveva 58 anni ed era malato da te mpo. I funerali si svolgeranno  sabato alle 11 nella chiesa di via Porta San Gennaro. Un vero artigiano del teatro, Pennarella, che si era formato nelle scuole dei grandi talenti teatrali partenopei alla Galleria Toledo. In teatro ha lavorato con Laura Angiulli e Carlo Buccirosso. Solo per citarne alcuni.

Era malato da tempo, Antonio Pennarella, ma i suoi amici, i suoi fans, chi lo seguiva in tv a «Un posto al sole», dove vestiva i panni del boss Nunzio Vintariello (nonno del giovane Nunzio Cammarota), come gli estimatori delle sue prove di attore di teatro e di cinema, speravano in un miracolo.

Antonio Pennarella purtroppo se n'è andato a 58 anni, lasciando nel dolore i suoi cari.
Proprio la malattia aveva costretto Pennarella, e gli sceneggiatori della soap made in Naples, a sospendere le apparizioni di Vintariello su Raitre.
Nel cinema i piccolo ruoli erano andati via via aumentando di intensità e importanza, molti i registi napoletani che avevano voluto valorizzare la sua fisicità e la sua capacità interpretativa: nella sua filmografia incontriamo titoli come "Il sogno della farfalla" di Marco Bellocchio, "I buchi neri" di Pappi Corsicato, "Il verificatore" di Stefano Incerti, "Giro di luna tra terra e mare" di Beppe Gaudino, "Lontano in fondo agli occhi" di Giuseppe Rocca, "Luna rossa" e "La guerra di Mario" di Antonio Capuano, "Noi credevamo" di Mario Martone, "Leoni" di Pietro Parolin, "Sodoma - L'altra faccia di Gomorra" di Vincenzo Pirozzi, "Take Five" di Guido Lombardi, "Indivisibili" di Edoardo De Angelis, "Pater familias" di Francesco Patierno, "L'uomo spezzato" di Stefano Calvagna, "Noi e la Giulia" di Edoardo Leo e "Nato a Casal di Principe" di Bruno Oliviero. In tv, oltre a "Un posto al sole" lo abbiamo visto in "Una lepre con la faccia di bambina", "Il maresciallo Rocca", "La squadra", "La nuova squadra", "Provaci ancora prof", "Capri", "Il tredicesimo apostolo", ''La stagione dei delitti", "Il coraggio di Angela", "Il clan dei camorristi", "Squadra antimafia", "Il sindaco pescatore".

La morte di Pennarella ha gettato nello sconforto Gianfranco Gallo, che di Pennarella era grande amico e ottimo collega. Di seguito la lettera scritta dall'attore. 

"Ciao Antonio! Io e te ce ne siamo fatte di risate ogni volta che ci incontravamo su un set. E come ridevi quando, prima del ciak, ti facevo le imitazioni degli attori che erano lì, quando davano l'azione tu ridevi ancora e nessuno capiva il perchè. Io e te sempre "i cattivi" della storia come contrappasso per la nostra "Fessitudine". Diciamocelo ora, io te e non siamo stati mai così comodi per gli altri e allora "Quello è così" "quell'altro è così"...ma noi intano almeno eravamo. Roma : avevamo fatto tutti e due il provino per Gomorra e per lo stesso ruolo, eravamo rimasti in quattro , io ero salito in treno, tu eri entrato prima di me, mi volesti aspettare per tornare insieme a Napoli con la tua macchina. Parlammo e ci divertimmo come sempre, in quella vettura non c'era alcuna rivalità, c'era solo amicizia, sapevamo di essere molto diversi e che dunque si trattava solo di scelte che avrebbero fatto indipendentemente dalla bravura. Da allora mai uno screzio o un piccolo malumore, sempre e solo amicizia. Una cosa ti ho invidiato, la capacità di ridere sempre, anche quando le cose non ti andavano bene, io in quello da te avrei dovuto imparare e forse un po' l'ho fatto. Il Cinema italiano con te è stato fesso: avevi un volto unico che raccontava mille cose senza parlare, i registi si sarebbero risparmiati molto lavoro. Questo Tempo che mi sta togliendo amici e colleghi ancora giovani è più fesso del Cinema. Ciao, per me resterai "Tony Musante con la cazzimma". Ti ho voluto bene".