"Siamo in Campania, una regione in cui le scuole crollano in testa agli studenti e sono sempre più frequenti i casi di chiusura e crollo delle scuole, mentre l’accesso all’università viene messo a rischio dall’attuale sistema di diritto allo studio che risulta sempre più un rimborso spese che una misura di welfare. Inoltre i problemi collegati ai servizi del diritto allo studio sono innumerevoli. Primo fra tutti l’accesso alle residenze universitarie. Poche, fatiscenti e mal collegate con i plessi universitari non riescono a soddisfare tutte le necessità degli studenti fuorisede che come unica alternativa ha affittare una stanza in città."
Così Gennaro Piccirillo, Coordinatore di Link Napoli - Sindacato Universitario che aggiunge: "Nella città di Napoli il processo di gentrification in corso da qualche anno a questa parte modifica radicalmente la geografia della città, con il centro storico che giorno dopo giorno perde abitanti, molti dei quali studenti, a causa dell'aumento degli affitti, reso ancor più grave dalla pratica del nero, e della trasformazione di case private in bed and breakfast."
Questo unito all’aumento delle tasse ha comportato l’ennesimo atto di esclusione dai luoghi della formazione.
Infatti quest’anno ci sono state 15.000 iscrizioni in meno in questa regione, e la “legge regionale sul diritto allo studio 4/2005” ancora oggi è definanziata. Di conseguenza nelle scuole ogni anno le nostre famiglie sono costrette a spendere 1200 euro a figlio per comprare libri e materiale scolastico, e all’interno delle università gli studenti attendono da anni le borse di studio di anni precedenti.
Intanto il governo pensa che tagliare 100 milioni di euro all'alternanza e aumentarne le ore negli istituti tecnici possa davvero essere la risposta ai tantissimi studenti scesi in piazza nel denunciare lo sfruttamento degli studenti e le studentesse durante i percorsi di alternanza scuola lavoro; il governo pensa che destinare alla città di Napoli 250 mila euro per controllare gli studenti e le studentesse e allontanare gli spacciatori dai luoghi della formazione attraverso l’introduzione del Daspo scolastico sia la soluzione per i problemi che ogni giorno viviamo.
“Siamo agitati perché continua la retorica di Napoli come ‘la città più giovane d'Europa’, quando poi i giovani non vengono interrogati e i loro bisogni sono sempre in secondo piano, vedendosi costretti ad abbandonare il sud, che si stima ospiterà solo il 29% della popolazione italiana entro il 2065. Oggi siamo in assemblea pubblica per provare a costruire realmente processi dal basso,adesso parlano gli studenti e le studentesse” dichiara Arianna Antonilli, coordinatrice dell’Unione degli Studenti Napoli.
L'assemblea di oggi nella sede di Palazzo Giusso dell'Università “L'Orientale” è solo l’inizio di un processo di costruzione dal basso di un’alternativa all’istruzione e alla città così come ci vengono proposte da anni. Il 12 Ottobre scenderemo in piazza per rimettere al centro del paese i bisogni degli studenti e le studentesse, partendo dall'amministrazione di questa città. Serve una scossa? Gliela diamo noi.
