"I rifiuti bruciano e i nostri figli muoiono. Basta veleni"

La rabbia delle mamme della Terra dei Fuochi

 

di Simonetta Ieppariello

Un documento, anzi due. È nato sotto il segno delle polemiche il protocollo varato lunedì a Caserta da mezzo governo e con sullo sfondo la rabbia delle mamme della Terra dei Fuochi che vengono sempre più bambini ammalarsi, soffrire a volte morire. Un dramma senza fine. Un dolore che cresce nel silenzio e disperazione di famiglie lacerata da lutti terribili, inelaborabili. Colpi di scena, battaglie politiche, accuse rischiano di confondere chi è interessato a capire che cosa è stato veramente stabilito. (vedi servizio 696 tv ottochannel)

Le divergenze tra i ministri e il governatore Vincenzo De Luca hanno fatto raddoppiare in corsa il provvedimento. Dal testo originario predisposto dalla presidenza del Consiglio, infatti, sono stati scorporati i capitoli dedicati allo screening epidemiologico. Ed è questa la versione firmata anche da De Luca. Il governo, invece, ha detto sì al testo completo in cui compare anche l'estensione del cosiddetto progetto epi.Ca. (epistemologia cancro) che vede protagonisti i medici di base. «Ricordiamo al Governatore che il registro per lo screening dei tumori infantili è fermo al 2013. Dati inquietanti che restituiscono la fotografia di una terra ferma e straziata dal lutto e dalla morte - spiega Tina Zaccaria presidente dell’associazione Angeli Guerrieri nella Terra dei Fuochi -».

Dimenticate i termovalorizzatori, lasciate perdere la raccolta differenziata, nel protocollo firmato lunedì dalla Regione e dal governo lunedì non c'è nulla di tutto questo. Come ha ripetuto affannosamente e senza risultati il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, nel documento si affronta solo ed esclusivamente il problema della Terra dei fuochi e quindi degli incendi dei siti di stoccaggio e degli scarti di lavorazione abbandonati lungo le strade e nelle campagne. Resta, però, evidente la correlazione tra il dramma roghi e la difficoltà a trovare siti di smaltimento.

In altre parole: i rifiuti vengono dati alle fiamme in strada perché molte imprese sversano abusivamente e vengono incendiati nei capannoni perché alla spazzatura che vi si trova accumulata manca una destinazione finale. Ma questo tema non è oggetto del protocollo: per risolverlo ci vorranno scelte nazionali di ben altra portata.

«Intanto bimbi e ragazzi, donne e uomini continuano a morire nell’indifferenza collettiva di una Italia cieca che lascia che la morte e il cancro continuino ad avvelenare le nostre famiglie - spiega Zaccaria -. Noi volgiamo solo crescere i nostri figli, crescerli sani. Noi vogliamo vedere i nostri bimbi diventare adulti. Perchè un genitore deve vivere simili dolori. Mentre a Caserta arrivava il Governo due vite si interrompevano: Quella di Alessia a 11 anni e quella di un’altro giovanissimo morto a vent’anni. Stroncati dal cancro nel fiore degli anni. Siamo stanchi delle solite promesse. Noi vogliamo vita e fatti, non false speranze»”.

 "Sarà la terra dei cuori", Giuseppe Conte si è presentato davanti ai giornalisti per annunciare che il governo, in visita a Caserta, ha firmato il protocollo sulla Terra dei Fuochi. Ha conosciuto Aurora, simbolo della lotta giovanissima, malata ma pronta sempre a sperare e combattere.

  Spera che il suo grido di aiuto arrivi al Governo. "Non sappiamo dove sbattere la testa - sospira Zaccaria - a chi dobbiamo chiedere, con chi dobbiamo prendercela per quello che passiamo?". Come lei, tante donne - "siamo sempre di più, scrivetelo", sbotta - che vivono nel territorio, tra le province di Napoli e Caserta, tristemente noto per i rifiuti industriali, tossici e speciali, interrati e dati alle fiamme - sono costrette a far fronte alle malattie dei loro bambini. Tumori, leucemie, gravi patologie che, benché scientificamente non esista una causalità accertata, hanno tra i fattori di rischio l'esposizione a sostanze chimiche tossiche e radioattive, come quelle sprigionate dai roghi dei rifiuti che continuano a esplodere e a impestare l'intera zona. Tina abita a Casalnuovo, provincia di Napoli, a qualche chilometro da Pomigliano d'Arco, la città del vicepremier Luigi Di Maio e, cogliendo l'occasione della lunga giornata che il ministro del lavoro e leader dei Cinque Stelle ha trascorso in Campania, si rivolge a lui al Governo in particolare. "Aspettiamo risposte e intanto i nostri figli continuano ad ammalarsi e tanti, sempre di più, non ce la fanno. Deve esserci un collegamento tra i rifiuti che bruciano, l'aria impestata che respiriamo, l'aumento delle malattie e dei bambini che muoiono".