Tornano a scioperare i Vigili del Fuoco in Campania

Categoria ancora bistrattata e mal pagata

In concomitanza a Napoli è previsto anche un corteo di pompieri che alle ore 10 muoverà da piazza Municipio per raggiungere la Prefettura ove manifesteranno sino alle ore 13,30 chiedendo di incontrare il Prefetto.

Oggi sciopero dalle 8 alle 12 dei vigili del fuoco di tutta la Campania, indetto dal sindacato Conapo. Alla base della protesta, si legge in un comunicato, “i ritardi nei pagamenti degli straordinari effettuati nel 2017, tra cui quelli per l’emergenza incendi boschivi, per gli incendi nella terra dei fuochi e per il terremoto di Ischia. Ma anche problemi nazionali come la richiesta di equiparare retribuzioni e previdenza agli altri Corpi”.

In concomitanza a Napoli è previsto anche un corteo di pompieri che alle ore 10 muoverà da piazza Municipio per raggiungere la Prefettura ove manifesteranno sino alle ore 13,30 chiedendo di incontrare il Prefetto.

“Già siamo il corpo dello stato meno retribuito con 300 euro in meno ogni mese – spiega Antonio Tesone, segretario regionale Conapo – ora ci manca pure di aspettare oltre un anno per essere pagati a causa di una burocrazia che è l’antitesi dell’efficienza dei vigili del fuoco.

Dopo la nostra protesta sono arrivate le prime aperture ma ancora non basta chiediamo di essere rispettati e attendiamo fatti concreti per il passato e soluzioni per evitare il ripetersi di questi ritardi per il futuro”. Dal Conapo fanno sapere che “sarà presente alla manifestazione anche il segretario generale Antonio Brizzi”.

Si torna dunque a manifestare in Campania, come nel resto d'Italia. Una categoria, quella dei Vigili del Fuoco che continua ad essere purtroppo bistrattata da anni. A nulla sono valse finora le  tante proteste dei caschi rossi, impegnati in diverse emergenze nazionali da un capo all'altro della nazione, ma senza avere una meritata attenzione soprattutto in termini economici. Costretti a svolgere tutti massacranti, mettendo a serio rischio ogni giorno la loro vita. Una situazione di precarietà non più accettabile e sostenibile.