di Simonetta Ieppariello
Sotto sfratto, anziana e indigente. Lei, Titina, rinomata locandiera del centro antico di Napoli finita nell’incubo del disagio, della difficoltà economica e dello sgombero coatto. Ma il Natale di Titina sarà più sereno. Nonostante il provvedimento esecutivo la mobilitazione del quartiere e dei comitati per la casa si è ottenuto un rinvio al 4 febbraio. Una breve schiarita, che le consentirà condizioni possibili di sopravvivenza. Momenti di vibrante protesta anche di tanti sempliciti residenti in Vico Carrozzieri.
“Comitati per il diritto all’ abitare” e gente del quartiere hanno presidiato dalle prime ore del giorno un piccolo appartamento del centro storico di Napoli sui cui affittuari, l’anziana signora nota locandiera del centro storico e la famiglia della figlia, pendeva un ordine di sfratto. L’iniziativa rientra nella campagna “Magnammece ‘O Pesone” (usiamo per cibo i soldi dell’affitto, ndr) i cui attivisti da tempo denunciano “gli effetti della “turistificazione” che spinge proprietari a cacciare vecchi affittuari per trasformare i locali in strutture di accoglienza più remunerative”. ”La signora Titina – spiegano in un comunicato i promotori della protesta – è un personaggio molto noto nel centro storico dove una volta gestiva una piccolissima trattoria. Oggi Titina è in gravi difficoltà economiche che l’hanno condotta ad un passo dallo sgombero dall’abitazione in cui vive da sempre".
