Movida natalizia a Napoli, ha vinto il caos e l'illegalità. Lungomare pieno di turisti, musei aperti, una città sfavillante, ma nelle strade del centro storico solo ressa, degrado e abusivismo. Ancora una volta i residenti denunciano mancanza di controlli. Mentre tutti gli sforzi delle forze dell’ordine erano concentrati ai baretti di Chiaia, nel centro storico c’e` stato un assedio, e addirittura un mezzo dei vigili del fuoco è rimasto intrappolato tra la folla.
Nonostante l'ordinanza sindacale emessa dal Comune, in pochi hanno rispettato divieti e prescrizioni, a partire dalla consumazione di alcol in vetro fuori dai locali.
“Tutto prevedibile – denuncia Gennaro Esposito, presidente del Comitato per la Quiete Pubblica e la vivibilità cittadina di Napoli – Nonostante le misure decise dal comitato per la sicurezza quello che è accaduto anche questo Natale nel centro storico purtroppo lo avevamo già previsto. Non si tratta solo di presidiare con più agenti la zona – aggiunge Esposito – l'impressione è che non ci sia proprio la volontà reale di intervenire. Noi lo abbiamo detto e proposto più volte: bisogna adottare misure a monte, come accade a Barcellona o Madrid, dove è vietato l'assembramento di persone che consumano bevande fuori dai locali. Qui ci si limita al vetro. Ma non si considera che questi bar occupano metri e metri di suolo pubblico, e a Natale le persone diventano migliaia per strada”.
L’area di Chiaia e` stata presidiata da 40 agenti della polizia municipale. 15 i verbali elevati ai gestori dei locali, 5 verbali per occupazione di suolo pubblico, 14 verbali per l’impatto acustico. Inoltre 15 verbali sono stati elevati a carico di parcheggiatori abusivi nelle strade adiacenti la zona dei Baretti. Multe e sanzioni ancora troppo poco incisive secondo i residenti.
“Rispetto alla gravità del problema le sanzioni elevate sono niente – aggiunge Esposito – Noi come comitato abbiamo presentato decine di denunce alla Procura. Allo stato abbiamo diversi giudizi pendenti contro alcuni gestori di bar e locali notturni. Ma ripeto: ci vuole la volontà politica e istituzionale di intervenire alla radice del problema. Soltanto una settimana fa abbiamo denunciato la situazione di grave rischio in un noto locale napoletano, dove ci si è limitati a sollevare qualche rilievo solo sui decibel, ma non si è voluto guardare alle gravissime carenze di sicurezza. E' evidente – conclude Esposito- che la tragedia di Corinaldo ai napoletano non ha insegnato proprio nulla”.
