La situazione nelle carceri è drammatica. L'Osapp scrive una lunga e dettagliata lettera a tutti i prefetti campani. Una richiesta di convocazione urgente che riguarda: delegazioni Osapp personale polizia penitenziaria, istituti penitenziari e nuclei operativi traduzioni e piantonamenti Regione Campania in merito alle criticità presenti.
"In Campania - si legge nel documento - da anni, si susseguono, denunce e proteste di ogni genere inerenti il panorama penitenziario, l’Osapp ha nel tempo rappresentato tali problematiche che oltre a riguardare una demagogica visione dell’espiazione della pena in istituti non concepiti a tale scopo, ha rappresentato le enormi difficoltà del Corpo di Polizia Penitenziaria.
La preoccupante carenza di organico di Polizia Penitenziaria determinata da scelte passate di una politica discutibile, ha contribuito a minare in modo incisivo la sicurezza interna ed esterna del sistema carcere, il quale attraversa uno stato di crisi apparentemente senza soluzione. Le ultime modifiche legislative e molteplici raccomandazioni Europee scaturite da varie sentenze, come la Torreggiani, hanno costretto l’Italia ”accusata di condizioni di vivibilità disumana nelle proprie carceri in violazione dell’Art. 3 Cedu” ad adeguarsi repentinamente agli standard europei, al fine di evitare ulteriori condanne e sanzioni che avrebbero avuto sicuramente una ricaduta negativa sull’economica ai danni del cittadino, ma che hanno inficiato ancor più lo “status quo” di una edilizia penitenziaria, logisticamente impreparata ad assolvere a simili esigenze.
L’Amministrazione Penitenziaria, non è riuscita a garantire un’organizzazione funzionale adeguata al passo con i tempi, una gestione omogenea ed imparziale, in particolar modo per il Corpo di Polizia Penitenziaria sempre di più abbandonato al suo destino e sempre mono garantito e tutelato dallo stesso Stato che rappresenta. L’assenza di volontà e l’incapacità della politica di proporre un progetto complessivo di gestione, ha reso precario e frammentato l’intero sistema penitenziario che, a parere della scrivente O.S., langue attualmente in uno stato comatoso. La sorda chiusura al confronto dell’autorità politica del Ministero della Giustizia e quella Regionale in tema di organici, unite ad una constatata riluttanza al dialogo con le OO.SS., ha contribuito ad una ulteriore paralisi istituzionale, svilendo ogni iniziativa tesa a far uscire dall’emergenza il sistema penitenziario e tutto ciò che è in esso ormai al collasso. Il grave sovraffollamento degli istituti, nonostante possa apparire calato a seguito dell’implementazione delle misure alternative e modifiche legislative, determina in realtà ancora carichi di lavoro insopportabili, in una situazione dinamica e in continua evoluzione di ruoli e servizi. Di contro la stagnante staticità in materia di piante organiche ed arruolamenti, nonostante gli ultimi incontri presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria non hanno prodotto alcuna soluzione.
L'Osapp sta maturando nuovamente l'idea di interrompere qualsiasi trattativa con gli inconcludenti vertici del Dap, così come già asserito dal Segretario Generale Leo Beneduci, pertanto non si esclude che detta posizione possa a breve essere intrapresa anche dalla Segreteria Regionale scrivente nei confronti del Prap.
La sommaria determinazione delle piante organiche della Polizia Penitenziaria predisposte dall’Amministrazione centrale, per noi già largamente contestate in quanto inadeguate, raggiunge livelli inaccettabili se si considera che in Campania mancano circa 750 unità di Polizia Penitenziaria. In alcune realtà campane, quale quella della C.C. Napoli Poggioreale, la carenza organica ammonta a circa 200 unità a fronte di una popolazione detenuta di 2400, il che, limita ogni aspetto lavorativo ed organizzativo dell’Istituto penitenziario partenopeo, tali gravi deficienze hanno sicuramente concorso allo scoppio, in data 16 u.s., ad una rivolta di 250 detenuti presenti al momento al reparto detentivo denominato “Salerno”, con pericolosissime conseguenze per gli operatori tutti, ivi presenti, compreso il devastamento della struttura detentiva con ingenti danni, che ha visto una recrudescenza dei fatti con una nuova violenta protesta, sempre nello stesso reparto detentivo a seguito di un decesso per infarto di un detenuto ivi ristretto avvenuta il giorno seguente.
A Benevento invece, in data 17/06/2019 si è assistiti alla protesta violenta di detenuti che hanno incendiato la camera di pernottamento “Cella”, mentre ad Ariano Irpino recentemente vi è stata una rivolta di detenuti che ha richiesto l’intervento anche di altre forze dell'ordine al fine di fronteggiarla, al carcere di Santa Maria Capua vetere, di sovente accadono aggressione al personale, di recente sventata evasione grazie ai poliziotti di servizio di ronda esterna istituto, ad Avellino aggressioni e rivolte nei mesi scorsi hanno più volte destabilizzato l’istituto in questione, ed ancora a Salerno aggressione ed evasione di un detenuto riarrestato successivamente, ad Aversa quotidianamente si registrano sequestri di telefonini e droga.
La chiusura della casa circondariale di Sala Consilina e la conversione da Icatt a Icam della casa circondariale di Lauro accorpata a quella di Bellizzi Irpino, l’ampliamento strutturale di Carinola senza integrazione di personale, dove di recente sono evasi due detenuti, fanno da scenario alla insostenibile situazione che attanaglia sempre più gli uomini e le donne di un Corpo di Polizia alla deriva.
Si registra una distribuzione di personale di Polizia Penitenziaria maschile e femminile in tutti i ruoli, irrazionale ed avulsa rispetto alle reali necessità, tanto che per far fronte alle costanti esigenze il ricorso a provvedimenti di “distacco provvisorio” di personale tra istituti da una regione all’altra e all’interno della regione stessa, è diventata prassi quotidiana, di recente addirittura li stanno revocando. Ovviamente quanto su detto, rappresenta eguali difficoltà per i Nuclei Operativi T.P. della Regione, che soffrono parimenti la esiguità di personale che in concomitanza del periodo storico che la Polizia Penitenziaria sta vivendo anche sotto l’aspetto logistico/operativo, infatti i mezzi di servizio sono pressoché meno del 40% della reale forza necessaria ed in questa scarna percentuale vi è da annoverare mezzi marcianti ma fatiscenti, ai limiti dell’idoneità alla circolazione stradale per ciò che attiene al servizio traduzioni, mentre per il servizio Noc e scorte autorità mancano autovetture blindate.
Tali dati ovviamente, hanno pesanti ripercussioni sulla sicurezza di processi che i vari Comandi dei N.O. pur di garantire alle Autorità Giudiziarie la corretta esecuzione di impegni giudiziari, devono ordinare l’uscita di scorte non adeguate ai livelli di sicurezza necessari. Come se tutto ciò non dovesse bastare molto spesso non vengono neanche corrisposti nei termini previsti i compensi per lavoro straordinario o le altre varie indennità accessorie, quale ordine pubblico al personale impegnato nel settore dei Varchi N.P.G. e Tribunale di Aversa Napoli Nord, Tribunale Napoli N.P.G. e aula Bunker di Napoli, così come accade per il mancato pagamento dei servizi di missione, al personale appartenente agli stessi Nuclei Operativi Traduzioni e Piantonamenti che in alcuni casi ed in certi Istituti, non vedono corrisposti addirittura gli acconti economici per sostenere spese presso esercizi commerciali pubblici, in violazione palese delle vigenti normative in materia di anticipi missione, ovverosia, avviene il contrario e cioè il posticipo missione.
L’assenza di risorse umane, sommata al sovraffollamento ed alla mancanza di risorse economiche adeguate, di mezzi e strumenti di lavoro, uniformi comprese, diventa una miscela esplosiva che mette a repentaglio anche l’ordine e la sicurezza dei servizi, degli istituti e della stessa popolazione civile, tali aspetti, purtroppo, risaltano solo in concomitanza di evasioni o peggio, di suicidi e/o aggressioni, ma che a breve giro di boa tutto sfuma anche per i mass-media.
Nella contestualità dei fatti emerge un quadro desolante che impone profonde analisi, soprattutto perché emergono inevitabilmente le posizioni demagogiche che prevaricano la reale riuscita di provetti che hanno rappresentato un fallimento per il sistema penitenziario italiano, quale la sorveglianza dinamica.
Organici, mezzi, strutture, missioni, straordinario, mobilità, pari opportunità e l’irrazionale organizzazione del lavoro negli istituti e nelle articolazioni esterne, le innumerevoli denunce e segnalazione di fatti e situazioni illegittime da parte della sigla scrivente nella regione e non solo, prive dei necessari interventi, ci conducono oramai in un tunnel senza più spazio per un dialogo che non sia fine a se stesso assimilabile ad un Don Chisciottiano agire. Come organizzazione sindacale rappresentativa del Corpo di Polizia Penitenziaria, nell’interesse di tutti i Poliziotti Penitenziari, del sistema e tutto ciò che è in esso, non ci rimane altro che fare un appello alle Autorità politiche per tentare di rendere partecipe l’autorità del dicastero della Giustizia, nella persona del Ministro, Bonafede, del Capo Dap Basentini, gli organi esecutivi e governativi del settore sulle reali condizioni di vivibilità del personale di Polizia Penitenziaria del territorio delle regione Campania, prevedendo nell'immediatezza oltre a deflazionare gli istituti super affollati con trasferimenti di utenti in altre sedi, un’assegnazione straordinaria di personale per fronteggiare dette criticità al fine di scongiurare altri ben più seri eventi."
La lettera è stata indirizzata al prefetto di Napoli Carmela Pagano, di Caserta Raffaele Ruberto, Salerno Francesco Russo, Benevento Antonio Cappetta, Avellino Maria Tirone. Ed ancora al ministro Alfonso Bonafede, al capo del Dap Francesco Basentini, al capo dipartimento per la giustizia minorile e di comunità Gemma Tuccillo, alla direzione generale del personale e delle risorse Massimo Parisi, all’ufficio relazioni sindacali Ida Del Grosso Dap-Roma, Al Prap Campania segretario regionale Campania, segreteria regionale Campania Giuseppe Martone, al direttore Ust generale di Brigata Giovanni Sanseverino, Npg. Napoli, alle direzioni istituti penitenziari e servizi Regione Campania, ai comandanti di reparto della polizia penitenziaria istituti Campania, al segretario generale Osapp Leo Beneduci Roma, alle segreterie provinciali e locali Osapp Regione Campania.
