Agenti uccisi. L'addio: per sempre i nostri figli delle stelle

I funerali. Lutto a Pozzuoli

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Pozzuoli.  

Il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia ha proclamato il lutto cittadino per oggi, giorno dei funerali solenni a Tireste, dell’agente di polizia Pierluigi Rotta, originario del comune flegreo, ucciso nella sparatoria nella Questura della città friulana assieme a Matteo Demenego.

Bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio assordante nel paese dove il giovane agente era nato e dove suo padre ha lavorato per anni. Figliola ha preso parte ai funerali di Stato con il gonfalone della città di Pozzuoli e i familiari e amici intimi del giovane agente ucciso.

A Trieste il commosso abbraccio  a Matteo e Pierluigi uccisi, venerdì 4 ottobre, negli uffici della Questura. In migliaia in questi giorni hanno lasciato un fiore o un messaggio davanti agli uffici di via Tor Bandena come a casa dei suoi parenti a Giugliano di Napoli. Le due bare, avvolte nel tricolore, sono state scortate fino a piazza Sant’Antonio Nuovo, passando per via del Teatro Romano, largo Riborgo e via San Spiridione. Imponenti le misure di sicurezza con chiusura al traffico e divieti di sosta.

In migliaia hanno voluto prendere parte ai funerali solenni celebrati da monsignor Giampaolo Crepaldi, nella chiesa di Sant'Antonio Taumaturgo. Le tantissime persone che non sono riuscite a entrare in chiesa, si sono radunate all'esterno, in piazza Sant'Antonio Nuovo.

Alla messa, iniziata alle 11.30, hanno preso parte le massime cariche dello Stato.

Nella sua omelia, il Vescovo ha sottolineato come Matteo e Pierluigi resteranno i due figli delle stelle di Trieste. Ieri i feretri, dopo aver percorso il giro abituale della Volante 2, quella dei ‘figli delle stelle’ Demenego e Rotta, erano arrivati in via del Teatro Romano intorno alle 17.30, accolti da un lungo e commosso applauso, dal silenzio di ordinanza e dal picchetto delle forze dell’ordine.

«Mi sono sentito molto vicino a questi ragazzi. Tanto che ho mandato alla Questura di Trieste dei fiori con le condoglianze e un biglietto dedicato Matteo e Pierluigi: sarete sempre ‘Figli delle stelle’». Così Alan Sorrenti ha parlato all’Adnkronos della commozione provata guardando il video-selfie dei due  poliziotti uccisi a Trieste che durante il turno notturno sulla volante si definivano ‘figli delle stelle’ e ascoltavano il suo celebre brano del 1977.