Mercati rionali a Napoli: ecco i progetti

Dalla giunta via libera all'intervento, investimento complessivo di oltre 800 mila euro

mercati rionali a napoli ecco i progetti

"Passo strategico per valorizzare luoghi che svolgono non solo un ruolo economico e commerciale, ma anche di aggregazione sociale e attrattiva turistica"

Napoli.  

Sono nove i progetti approvati oggi dalla Giunta comunale per la riqualificazione dei mercati rionali a Napoli. Dall'esecutivo il via libera alla proposta dell’Assessore al Turismo e alle Attività Produttive.

Si tratta di Progetti di Fattibilità Tecnico-Economica, da candidare all’Avviso Pubblico regionale per il finanziamento di interventi destinati ai mercati rionali della Campania. Gli interventi programmati puntano all’adeguamento normativo, al miglioramento delle condizioni di fruibilità e sicurezza, nonché all’incremento della sostenibilità ambientale delle aree mercatali.

E' di 803.030 euro il costo complessivo dell'intervento, di cui 80mila euro finanziabili dalla Regione per ciascun intervento e con un cofinanziamento comunale obbligatorio non inferiore al 10 per cento.

La quota a carico dell’Ente è di 91.114,32 euro e sarà garantita tramite risorse derivanti da mutui dormienti appositamente individuati.

I mercati intessati dai progetti

Municipalità 1: Mercato Galiani

Municipalità 2: Mercato di Piazzetta Pontecorvo

Municipalità 3: Mercato di via Arena alla Sanità

Municipalità 4: Mercato Caramanico

Municipalità 5: Mercato coperto De Bustis

Municipalità 7: Mercato Monte Somma

Municipalità 8: Mercato “La Piramide”

Municipalità 9: Mercato di via Nerva (Soccavo)

Municipalità 10: Mercato Starza (Bagnoli)

L'assessore alle Attività produttive, Teresa Armato

"L'investimento sui mercati rionali - ha sottolineato l’assessora al Turismo e Attività Produttive, Teresa Armato - rappresenta un passo strategico per valorizzare luoghi che svolgono non solo un ruolo economico e commerciale, ma anche di aggregazione sociale e attrattiva turistica, in linea con quanto previsto dalla normativa nazionale per il rilancio del Made in Italy”.