Vomero: Castel Sant'Elmo e il cedimento annunciato!

Capodanno: "Lustri d'incuria e rimpalli di responsabilità"

vomero castel sant elmo e il cedimento annunciato

L'appello

Napoli.  

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori Collinari, che in passato è più volte intervenuto per denunciare le condizioni di degrado e abbandono del muro e del costone esterno, esprime forte sconcerto per quanto accaduto lo scorso fine settimana nell’area di San Martino, dove numerosi turisti si sono recati per visitare Castel Sant’Elmo trovandolo chiuso a seguito del cedimento di una porzione del muro perimetrale esterno della fortezza.

"Il crollo - afferma Capodanno - , fortunatamente, non ha coinvolto persone, ma ha danneggiato un generatore elettrico posto sotto la zona dove si è verificato l'evento dannoso, generando un blackout all'interno del monumento.

Secondo le notizie riportate dalla stampa, l’area interessata non sarebbe di pertinenza dei polo autonomo "Musei nazionali del Vomero", mentre il castello è stato temporaneamente chiuso per consentire le verifiche e gli interventi di messa in sicurezza e riaperto, dopo due giorni, stamattina ".

"Siamo di fronte all’ennesima brutta figura internazionale per Napoli - stigmatizza Capodanno - perché tanti visitatori, anche provenienti dall’estero, avevano programmato la visita a uno dei monumenti più importanti della città e si sono trovati davanti a un sito chiuso e a una situazione di evidente precarietà.

Peraltro - sottolinea Capodanno - il cedimento non può essere considerato un episodio del tutto imprevedibile. Da molti anni  sono visibili segnali di degrado e di rischio: un muro più a valle nei pressi del piazzale, dove si trovavano anche le apertura di alcuni esercizi commerciali,  risulta puntellato dal 2015, quindi da oltre dieci anni mentre i lavorii per la sua sistemazione iniziati oltre un anno fa procedono con esasperante lentezza con continui rinvii della data di ultimazione. Inoltre una parte del costone nei pressi del cancello d’ingresso è transennato da tempo, sempre per la caduta di alcune pietre. Si tratta di segnali chiari che avrebbero dovuto imporre una verifica preventiva, puntuale e approfondita dell’intero sistema costituito dal muro esterno e del costone.

Una situazione già segnalata in passato in più occasioni - aggiunge Capodanno -, senza che venissero adottati tempestivamente i provvedimenti del caso con le opportune verifiche e i conseguenti interventi.

Non è accettabile - puntualizza Capodanno  - che si intervenga soltanto dopo il distacco di blocchi di tufo, pare determinato, ma gli accertamenti sono ancora in corso, dalla vegetazione selvatica cresciuta sulla sommità del tratto crollato, compromettendo la tenuta del costone. La prevenzione non consiste nel transennare un’area dopo che l'evento è già accaduto bensì  nel controllare periodicamente, progettare e intervenire prima che si verifichi un cedimento.

Con l'occasione - continua Capodanno -   si sottolinea ancora una volta un aspetto paradossale che emerge dalla vicenda, consistente la frammentazione delle competenze. Da una parte, secondo quanto riferito, il muro esterno,  i locali e il costone farebbero capo alla Regione Campania dall’altra, Castel Sant’Elmo rientra invece nei beni afferiti al neonato polo autonomo "Musei nazionali del Vomero", che comprende anche la Certosa e il Museo di San Martino oltre alla Villa Floridiana con il Museo Duca di Martina. Un bene monumentale unitario, o comunque un’area strettamente interconnessa sotto il profilo della sicurezza, non può essere amministrato come se fosse composto da compartimenti stagni affidati a enti diversi.

Castel Sant’Elmo non è soltanto una fortezza  - conclude Capodanno – ma uno dei principali simboli paesaggistici, storici e culturali di Napoli.

La sua sicurezza non può essere affidata all’emergenza, né la sua immagine internazionale può essere compromessa da ritardi, rimpalli di competenze e manutenzione carente se non del tutto assente. Chiediamo che questa vicenda rappresenti un punto di svolta: mai più interventi dopo il danno, mai più cantieri interminabili e mai più turisti attoniti oltre che arrabbiati lasciati fuori dai cancelli con il ticket già acquistato ".