Ucciso dopo la disco: il presunto killer ha venti anni

Le indagini

Napoli.  

di Simonetta Ieppariello

Ha solo venti anni il presunto assassino di Agostino Di Fiore, ucciso a 28 anni dopo una lite per futili motivi in discoteca. Il suo cuore ha cessato di battere poco dopo le 5,30 a Coroglio, tra le ultimi luci e suoni di quella lingua di costa del golfo di Pozzuoli affollata dai ragazzi, dalla movida d’estate. Agostino dopo la discoteca forse ha incrociato due ragazzini spietati a caccia di vendetta per quella lite di poco prima in discoteca. Ieri sera, grazie a un’operazione congiunta di polizia e carabinieri, i due presunti assassini sono stati identificati. I carabinieri hanno fermato un ragazzo, ha solo 20 anni ed è già pregiudicato. Il secondo deve ancora compierli 18 anni. Entrambi sono del Pallonetto di Santa Lucia.

«Non finisce qua. Ti aspettiamo fuori...». Averebbero detto i due bulli a Di Fiore che probabilmente non ha dato peso all’esplicita minaccia. Poi li avrebbe incontrati fuori e la lite sarebbe continuata. Agostino forse, a bordo della sua 500 Sx nera, ha provato ad allontanarsi rischiando di investire uno dei due. Ed è spuntata così una pistola: il ragazzino ha sparato tre colpi in aria. E si sono vissute scene da Far West metropolitano già viste.

Ma il panico avrebbe indotto Di Fiore a tentare di investire il ragazzo che aveva sparato. E così il ventottenne di Scampia in preda al panico, si sarebbe schiantato contro un muro.

A quel punto l’assassino lo avrebbe sparato per due volte a bruciapelo per poi salire sul suo scooter e scappare.

Grazie alla videosorveglianza gli investigatori in poche ore hanno trovato i due ragazzi.

Il problema della movida violenta resta uno dei nodi cruciali della vita a Napoli. 

Quei locali, pero`, sono gli stessi dove si riuniscono i ragazzi che con la malavita non hanno nulla a che fare. Basta un’occhiataccia o presunta tale, una spinta involontaria e ci si puo` ritrovare dall’altro lato di una pistola. Come e` successo sabato notte. E a volte la tragedia arriva anche per meno. Come accadde a Maurizio Lutricuso, ucciso nel 2014 davanti a una discoteca di Agnano. Aveva negato una sigaretta a un ragazzino.