Papa Francesco incontra Diego, vittima del prete pedofilo

Il caso di Ponticelli in tv a Le Iene. Diego: Il Papa mi ha accolto e commosso

Stamattina il pontefice ha twittato che: «I bambini devono poter giocare, studiare e crescere in un ambiente sereno. Guai a chi soffoca in loro lo slancio gioioso della speranza!».

di Simonetta Ieppariello

Papa Francesco ha ricevuto nei giorni scorsi in Vaticano, a Santa Marta, Diego (il nome è di fantasia) la vittima degli abusi di un sacerdote nel napoletano, che a marzo ha raccontato a Le Iene, il programma tv di Mediaset, gli abusi sistematici subiti 30 anni fa dal suo insegnante di religione. (foto tratta dal web di repertorio, ndr)

“Papa Francesco mi ha ricevuto come fa un padre con un figlio”. Diego il 7 marzo aveva raccontato in un servizio di Pablo Trincia gli abusi subiti dall’età di 13 anni dal suo insegnante di religione delle medie,  con “rapporti sessuali completi, 2-3 volte la settimana” per 3 anni. Da 30 lotta per veder riconosciute dalla Chiesa le violenze subite, incontrando, come spiega nel servizio tv, un muro di silenzio.

Papa Francesco ha voluto ascoltare di persona la storia di Diego, benedirlo. La storia di questo ex bambino è iniziata a Ponticelli, un quartiere periferico di Napoli, quando aveva una decina d'anni, verso la fine degli anni Ottanta.
Quando è scoppiato il caso nel 2012 e Diego ha denunciato alla curia napoletana le violenze subite.  Stamattina il pontefice ha twittato che: «I bambini devono poter giocare, studiare e crescere in un ambiente sereno. Guai a chi soffoca in loro lo slancio gioioso della speranza!».

Il 28 maggio Diego era entrato in sciopero della fame perché chiedeva una data certa, poi una telefonata della segreteria del Pontefice gli ha fatto interrompere la protesta estrema. “Abbiamo potuto parlare da soli per 5 minuti stamane alle 11 in Vaticano. Il Papa non ha voluto far sapere prima che mi avrebbe ricevuto per rispettare la mia privacy”, ci racconta al telefono Diego Esposito (il nome è di fantasia), come riporta il sito de Le Iene.
“Mi ha detto: ‘Procedi per la tua strada’. Ha preso il fascicolo con tutta la documentazione del mio caso e l’ha consegnato alla sua segreteriaprendendosi l’impegno di continuare a indagare. È stato molto gentile, ha benedetto una corona e me l’ha regalata, questo regalo mi ha commosso, come riportato sul sito de Le Iene. È stato un gesto davvero importante non solo per me ma anche per tutte le altre vittime di pedofilia nella Chiesa".

I presunti abusi dello stesso prete non avrebbero segnato la vita solo di Diego, che da allora vive tra psicofarmaci e attacchi d'ansia e di panico. Ci sarebbero altre vittime. Una di queste, Giuseppe (anche in questo caso il nome è di fantasia) è stato intervistato dalla Iena Trincia, coperto in viso da un cappuccio.  Almeno nove persone sono disposte a testimoniare per quello che, come sostiene la Iena Pablo Trincia, potrebbe essere "uno dei più grossi casi per abusi sessuali all'interno della Chiesa italiana".