Blitz a Forcella: poliziotti, cani e unità speciali nel rione

I controlli ad Alto Impatto

Napoli.  

 

di Simonetta Ieppariello

Operazione di Polizia anti stese anti camorra, mirata alla prevenzione del crimine organizzato a Napoli. E' scattata all'alba nel quartiere Forcella: si tratta della seconda operazione, in pochi giorni, ad alto impatto . Dalle prime luci dell’alba gli uomini dell’Ufficio Prevenzione Generale e del Reparto Prevenzione Crimine Campania, con l’ausilio dei cinofili, sono in azione per stanare pregiudicati e rinvenire droga ed armi. Solo due giorni fa c'era stato un altro blitz nell'area ad est di Napoli.

I poliziotti, con cani elicotteri ed unità spieciali erano arrivati a San Giovanni a Teduccio dove, durante i controlli a tappeto tra palazzine e zone comuni avevano ritrovato un’auto blindata in uno dei box del Bronx, area sotto il controllo del clan Formicola. Un'area rossa quella di San Giovanni, al centro da mesi di uno scontro tra clan a colpi di stese a raid incendiari. Due le fazioni camorristiche in campo: quella dei Mazzarella-D’Amico-Silenzio e dei Rinaldi-Reale-Formicola.

Effettuate perquisizioni ad immobili e alle relative pertinenze. Diversi le persone sottoposte a controllo, molte della quali già con precedenti. Durante le perquisizioni all’interno del rione Forzati, i poliziotti avevano sorpreso un uomo di 36 anni napoletano, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, in possesso di 11 dosi di cocaina, un panetto e diverse dosi di hascisc e un bilancino di precisione, il tutto nascosto sotto il proprio letto. L’uomo era  stato arrestato e condotto nel carcere di Poggioreale.

All’interno di un box presente nell’agglomerato dell’edilizia urbana denominata “Taverna del Ferro”, i poliziotti, con l’ausilio dei vigili del fuoco, che avevano tagliato un grosso catenaccio messo a chiusura di un box, avevano scoperto all’interno una Lancia K blindata. Si tratterebbe di un'auto forze in dotazione del boss per evitare agguati e spari.

Intanto anche nel centro antico di Napoli la guerra è aperta per avere il controllo di spaccio e racket. Solo pochi giorni fa erano tuonate le parole monite del parroco. "Non è normale uscire per un caffè e trovarsi con una pallottola addosso; purtroppo ci stiamo abituando a qualcosa che normale non è. Il problema non è il singolo episodio, il punto è capire che siamo all'emergenza e invece non ci si meraviglia più di niente perche' si considera normale qualcosa che normale non è". Così don Angelo Berselli, da dodici anni parroco di San Giorgio ai Mannesi, commentava il raid di avvenuto in Via Pietro Colletta, a Napoli, nel quale è rimasto ferito un ragazzino di 13 anni. "C'e' stata una involuzione della cosiddetta vecchia camorra. É un azzardo parlare di criminalità organizzata. Sono cani sciolti, senza controllo, che pero' qualche accalappiacani alle spalle forse ce l'hanno. Per loro fare le stese è come andare alla scuola calcio. Cercano di mettersi in mostra per scalare posizioni e diventare titolari in serie A". Poi ci sono le responsabilità delle istituzioni: "Non bastano gli interventi a spot, serve continuità. Serve un maggiore controllo del territorio".