di Siep
E' prevista domani davanti al gip di Napoli l'udienza di convalida del fermo di polizia giudiziaria emesso nei confronti di Alfredo G., il 31enne accusato di avere ucciso sabato sera a Miano, Raffaele Perinelli, 21enne calciatore. L'uomo confessò quanto accaduto, quella tragica lite finita in una coltellata al petto del povero 21enne. Un fendente che non gli ha lasciato scampo. Il giovane, calciatore di talento cresciuto a Miano, è morto nella notte tra sabato e domenica.
Galasso ha raccontato alle forze dell'ordine di avere reagito d'impulso e di avere sferrato una sola coltellata contro il 21enne, durante una lite avvenuta all'esterno di un circolo ricreativo di Miano. Perinelli è poi deceduto per le ferite riportate nel pronto soccorso del Cardarelli, dove era giunto già in fin di vita.
"Io non piango, combatto. Non chiedo pietà, dispiacere, tenerezza, compassione, non ne ho bisogno! Chiedo solo a chiunque volesse bene a mio fratello di aiutarmi a testimoniare e tutelare anche solo con la vostra presenza. Per la sua giustizia, e per la giustizia di tutti gli altri ragazzi che muoiono ingiustamente! Non mi arrenderò MAI smuoverò il mondo e lotterò a costo della mia stessa vita". E' il post Facebook di Francesca, sorella di Raffaele Perinelli.
«Voglio giustizia per mio figlio, era un bravo ragazzo». Non si dà pace Adelaide Porzio, madre di Raffaele Perinelli, Vittima e carnefice si conoscevano già. Erano residenti nella stessa zona, il primo abitava non lontano dal secondo. La donna ci tiene a sottolineare che, nonostante il padre, Giuseppe Perinelli, fosse stato ucciso nel 2003 per una faida di camorra, il figlio Lello non aveva alcun legame con la criminalità organizzata. Nel frattempo a Miano, dove tutti conoscevano il ragazzo, stanno organizzando una fiaccolata in sua memoria.
