Restano gravissime le condizioni di Francesco Longino, il 70enne aggredito nei giorni scorsi a Grumo Nevano dopo essere intervenuto per sedare una lite. L’episodio continua a provocare reazioni e riaccende il dibattito sulla sicurezza e sul disagio sociale nel comune dell’area a nord di Napoli.
Nella serata di ieri è arrivato in piazza anche il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, insieme al figlio della vittima. Secondo quanto riferito dal parlamentare, durante la sua presenza si sarebbero verificati momenti di tensione con alcuni giovani del posto, indicati come amici del 18enne arrestato per l’aggressione.
"La situazione è drammatica e la piazza è ormai letteralmente sotto assedio", ha dichiarato Borrelli. Il deputato ha riferito di aver assistito a scene in cui alcuni ragazzi continuavano a difendere e giustificare il comportamento del giovane arrestato, nonostante le condizioni dell’anziano.
Borrelli ha parlato di un «degrado sociale e culturale spaventoso» e ha sollevato anche il tema della presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Secondo il deputato, nella piazza non sarebbe stato presente alcun presidio nonostante la tensione. "Manca del tutto un piano di sicurezza sul territorio", ha affermato, sostenendo che le forze dell’ordine sarebbero state concentrate soprattutto nell’area di Caivano e nei comuni vicini.
Per Borrelli servono interventi straordinari rivolti ai minorenni a rischio e alle loro famiglie. "Se la risposta dello Stato non sarà immediata e sanzionatoria, la deriva sociale di queste piazze diventerà irreversibile", ha concluso.
Sul caso è intervenuto anche Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Partito democratico ed europarlamentare. Per Ruotolo sarebbe "un errore madornale" considerare quanto accaduto soltanto come un episodio di cronaca.
"I figli di Francesco Longino, il settantenne ridotto in fin di vita da un ragazzo di diciotto anni mentre cercava di sedare una lite, chiedono giustizia. Hanno ragione", ha dichiarato.
Ruotolo invita però a interrogarsi anche sulle cause che possono portare un ragazzo di 18 anni a compiere una violenza così feroce. "Il ragazzo che aggredisce un anziano è l’ultimo anello di una catena che si è spezzata molto prima", sostiene.
Secondo l’esponente dem, il problema riguarda un impoverimento che non è soltanto economico, ma anche "educativo, culturale, sociale". Nel mirino finiscono la progressiva perdita di luoghi di aggregazione e di opportunità per i giovani: associazioni, centri sportivi, cinema, biblioteche, attività commerciali e spazi di incontro.
"Quando una comunità perde questi luoghi, perde anche una parte della propria capacità di educare", sottolinea Ruotolo, che chiede di andare oltre l’indignazione e di ricostruire il tessuto sociale delle comunità.
Intanto, a Grumo Nevano resta forte la preoccupazione per le condizioni del 70enne e per le possibili conseguenze dell’episodio. La vicenda continua così a tenere alta l’attenzione sul tema della sicurezza e sulla necessità di una risposta delle istituzioni, mentre la comunità attende sviluppi sul caso.
